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In Lombardia alloggi a canone calmierato per infermieri e personale sanitario

Più alloggi a canone calmierato per infermieri e personale sanitario, oltre a nuovi ambulatori e presidi sociosanitari nei quartieri popolari: sono questi i pilastri del protocollo d’intesa tra Regione Lombardia e le Aler, approvato oggi dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore alla Casa e Housing sociale, Paolo Franco, in collaborazione con l’assessore al Welfare, Guido Bertolaso. L’accordo punta a integrare le politiche abitative e potenziare la sanità territoriale, rispondendo in modo concreto alle esigenze di chi opera nel settore della salute.

Per favorire l’accesso alla casa del personale sanitario e sociosanitario, il protocollo definisce strategie per rafforzare l’iniziativa già avviata da Regione Lombardia negli ultimi anni. Grazie a questa politica, Aler Milano ha già stipulato diverse convenzioni, mettendo a disposizione oltre 200 alloggi per i dipendenti delle Aziende socio sanitarie territoriali (Asst) e degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs).

L’obiettivo è ora estendere questo modello a tutta la regione. Recentemente, sono stati firmati due accordi per offrire soluzioni abitative agli operatori sanitari dell’Asst Nord Milano e del Policlinico di Milano. Nello specifico, i dipendenti di Asst Nord Milano e Irccs Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano potranno usufruire rispettivamente di 32 e 20 appartamenti Aler a canone concordato.

«Questo protocollo – spiega l’assessore Paolo Franco – mira a diffondere in tutta la Lombardia il modello operativo che abbiamo strutturato per supportare concretamente chi, con il proprio lavoro e la propria competenza, garantisce servizi essenziali alla comunità. Una delle principali difficoltà nel reclutamento del personale sanitario è proprio la scarsità di alloggi a prezzi accessibili, soprattutto nelle grandi città. Regione Lombardia si impegna a colmare questa lacuna, offrendo soluzioni concrete a chi ogni giorno si prende cura della salute dei cittadini».

Franco sottolinea inoltre il legame tra politiche abitative e sanità territoriale: «L’assegnazione di alloggi a personale sanitario non solo migliora le condizioni di vita di questi lavoratori, ma contribuisce anche a rafforzare la presenza di medici e infermieri negli ambulatori e nei presidi sociosanitari che vogliamo sviluppare nei caseggiati Aler in tutta la Lombardia. Un modello già avviato con il progetto ‘C.A.S.A.’ (Centri Aler per i servizi abitativi), attivo in sei quartieri di edilizia residenziale pubblica a Milano: San Siro, Mazzini, Gratosoglio, Molise Calvairate, Lorenteggio e Salomone».

Gli spazi ‘C.A.S.A.’, oltre a ospitare ambulatori di prossimità, includono figure come custodi e ‘community manager’ per il supporto agli inquilini, oltre a servizi specifici per le donne vittime di violenza.

L’attivazione di ambulatori sociosanitari con medici e infermieri di quartiere rafforza i servizi sanitari locali, offrendo prestazioni infermieristiche domiciliari, consulenze in telemedicina, monitoraggio di pazienti cronici e fragili, sportelli di supporto psicologico e servizi di fisioterapia.

«Potenziare la sanità territoriale e i servizi di accompagnamento sociale – conclude l’assessore Franco – significa garantire un sostegno concreto ai cittadini che vivono nelle case popolari. Per questo, investiamo risorse della programmazione comunitaria nell’ambito della ‘Missione Lombardia’, un piano che punta non solo alla riqualificazione edilizia, ma anche alla valorizzazione della dimensione umana e sociale degli interventi».

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