Sono state svelate a Bergamo le prime due tappe del Giro d’Italia Women 2025. Domenica 6 luglio il cronoprologo dell’edizione 2025 scatterà dalla città, mentre il giorno seguente è in programma la prima partenza in linea da Clusone. Le prime due frazioni della corsa rosa sono state presentate da Promoeventi Sport, responsabile del comitato tappa locale di RCS Sports & Events. La partenza sarà una gara cronometro da ChorusLife al Sentierone nel cuore della Città dei Mille, della lunghezza di 14,2 chilometri. La seconda frazione partirà da Clusone e si concluderà all’Aprica dopo 92 chilometri. Il Giro d’Italia Women si concluderà domenica 13 luglio dopo 8 tappe e quasi 1.000 chilometri.
La prima a prendere la parola è stata Marcella Messina, assessora del Comune di Bergamo che, riportando i saluti della sindaca Elena Carnevali, ha sottolineato: «Abbiamo iniziato mesi fa a pensare al percorso migliore e abbiamo deciso di partire da ChorusLife, il nuovissimo Smart District di Bergamo, perché è una realtà che si sta radicando sempre di più nella nostra città, prima del classico arrivo sul Sentierone nel centro cittadino».
A seguire le parole di Massimo Morstabilini, primo cittadino di Clusone, città di partenza della seconda tappa: «Nonostante la burocrazia e le difficoltà economiche, il gruppo di Bettineschi riesce a portare ogni anno il grande ciclismo nella nostra provincia e questo è motivo di vanto per ogni bergamasco, oltre che una grande pubblicità per il nostro territorio. La città di Clusone è scesa in campo per organizzare una tre giorni ricchissima di iniziative, tra cui la Notte Rosa».
A seguire Claudio Bolandrini, consigliere della Provincia di Bergamo: «Quest’evento, che riempie di orgoglio la Provincia, come tutti gli eventi sportivi assume una rilevanza che va al di là dello sport: come il tema delle donne, un tema sensibile, e il tema dell’educazione allo sport e ad un sano stile di vita».
Dopo gli interventi la parola è passata alla direttrice del Giro d’Italia Women Giusy Virelli, di RCS Sport & Events, che dopo aver ringraziato Roberta Bonanomi, vincitrice della seconda edizione del Giro d’Italia femminile nel 1989 ha detto: «Il Giro d’Italia Women sta diventando un evento sempre più internazionale e per questo abbiamo scelto una denominazione inglese per titolare la corsa. Il Giro d’Italia Women lo scorso anno ha raggiunto una audience complessiva a livello mondiale di oltre 21 milioni di contatti, di cui 7,4 dall’estero, e sui social ben 33 milioni di impressions».
Giovanni Bettineschi ha spiegato come è arrivato il primo Giro d’Italia Women a Bergamo: «Tutto è iniziato parlando con RCS riguardo il Giro uomini e poi è uscita la proposta del Giro d’Italia Women. Mi sono confrontato con il Comune di Bergamo e con il sindaco di Clusone, Massimo Morstabilini, e subito l’idea è stata accolta».
Sono arrivati anche i ringraziamenti da parte dell’assessore regionale Paolo Franco che ha sottolineato come la Regione Lombardia sia vicina e sostenga il gruppo di lavoro di Promoeventi Sport. «Il Giro d’Italia Women – ha dichiarato l’assessore Franco – non è solo una straordinaria manifestazione sportiva, ma un’occasione per valorizzare il talento femminile, promuovere la bellezza dei nostri territori e trasmettere valori profondi come l’inclusione, la solidarietà e il senso di comunità. Manifestazioni come questa possono diventare motori di crescita e di rinascita per le nostre città e per le nostre comunità, lasciando un’eredità concreta anche in termini di welfare e vivibilità urbana.»
Analogamente l’europarlamentare Lara Magoni ha sottolineato l’importanza delle iniziative dedicate alle donne come il Giro d’Italia Women e l’importanza dell’attività sportiva a tutti i livelli. Un breve saluto anche dal presidente della Comunità montana Valle Seriana Giampiero Calegari.
Roberta Bonanomi, maglia rosa nel 1989, che ha raccontato (dall’alto delle sue cinque partecipazioni olimpiche) quanto fosse diverso il ciclismo femminile degli anni 80/90 rispetto a quello odierno. E a chiudere l’incontro con i media l’ex ciclista e dirigente sportivo Giovanni Fidanza, che dopo una lunga diligenza su ammiraglie del ciclismo maschile, ha virato verso l’altra metà del cielo, raccontando quanto il livello agonistico delle donne in bici si sia alzato e sempre più professionalizzato.


















