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Orientamento formativo e professionale: una proposta di legge in Regione Lombardia

Presentata a palazzo Pirelli la proposta di legge del Partito Democratico (“Disciplina per i servizi integrati per l’orientamento formativo e professionale di Regione Lombardia”). Obiettivo del progetto, di cui sono primi firmatari i consiglieri regionali del Pd Davide Casati e Gigi Ponti, introdurre in Regione una disciplina unitaria e strutturata dei servizi integrati per l’orientamento formativo e professionale, dando piena attuazione ai principi della legge regionale del 6 agosto 2007, n. 19, e rafforzandone la capacità operativa nei confronti dei giovani e, più in generale, delle persone lungo tutto l’arco della vita.

La proposta di legge è stata discussa nel corso del convegno dal titolo “Per il diritto all’orientamento. Una riforma per rafforzare il collegamento tra formazione e occupazione”,  in cui sono intervenuti, oltre ai primi firmatari del progetto, il capogruppo del Pd in consiglio regionale Pierfrancesco Majorino, l’assessora regionale all’Istruzione, formazione e lavoro Simona Tironi,  il consigliere e capodelegazione dem in commissione Attività produttive Paolo Romano e diversi esponenti del mondo della formazione e lavoro.

“Siamo- afferma Casati- in perenne transizione (oggi ambientale e digitale), i lavori cambiano velocemente e quindi è necessario rafforzare tutta una serie di buone pratiche che   sono già diffuse in alcune province, ma devono ora essere messe a sistema in tutta la Lombardia in modo omogeneo. Questa proposta di legge vuole modificare la legge regionale 19 del 2007 e  istituire, di fatto, il diritto d’orientamento facendone un pilastro del welfare della nostra regione, il che porterebbe come conseguenza nel medio periodo un migliore incontro della domanda e dell’offerta di lavoro. Un miglior orientamento vuol dire anche un miglior inserimento lavorativo. Con la nostra proposta di legge vogliamo introdurre delle risorse a sostegno degli enti di formazione accreditati per prevedere delle ore specifiche strutturate e non sporadiche a spot, sull’orientamento dei ragazzi, un completo bilancio di competenze di ingresso e di uscita. È previsto un Comitato Interistituzionale che unisce tutti i livelli istituzionali a livello regionale e provinciale per monitorare i dati, per capire i bisogni del territorio ed esprimere pareri, per far sì che i percorsi formativi avviati siano davvero quelli che servono.  Necessaria   una crescita più culturale a livello lombardo. L’orientamento non può essere   fatto solo dalla terza media alla prima superiore; deve essere presente durante tutto l’arco della vita perché i lavori cambiano”.

“Si parla di diritto all’orientamento- sottolinea Casati – perché abbiamo sentito il bisogno di intervenire con una proposta che fosse collegata ai diritti delle persone, non solo rispetto alle necessità di natura economica o quelle legate alle attività produttive, che rimangono comunque fondamentali. Ecco perché questa proposta si interfaccia direttamente con un’idea di welfare di comunità, dove il tema della formazione e dell’orientamento insieme trovano la giusta dimensione in una realtà che sta cambiando rapidamente, ma che ha bisogno di rimettere al centro la persona”.

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