Sono sospettati di essere gli autori di ben 12 furti di auto, tutti a Bergamo, tutti di Toyota RAV 4. Episodi che hanno portato, nella tarda serata di lunedì 17 agosto, a Nembro e Costa Volpino, a eseguire misure cautelari nei confronti di due persone. I militari della Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Bergamo hanno infatti dato esecuzione degli arresti domiciliari, con applicazione del “braccialetto elettronico”, di un anziano e un giovane italiani residenti nei due paesi.
Il provvedimento cautelare è stato emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bergamo, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un 70enne e di un 26enne, già noti alle Forze dell’Ordine, indagati per il reato di furto aggravato in concorso. La misura scaturisce da un’indagine condotta in relazione a molteplici episodi di furto di auto modello Toyota RAV 4. Le indagini hanno consentito di ricostruire cronologicamente la sequenza di 12 eventi, tutti consumati a Bergamo tra il 16 febbraio e il 16 agosto 2025 con la particolarità che numerosi di questi si sono verificati in concomitanza con gli incontri di calcio disputati in ambito cittadino.
L’investigazione ha delineato il modus operandi adottato. Gli indagati, avvalendosi di un’auto per i sopralluoghi preventivi, individuavano i veicoli da rubare. Poi accedevano agli abitacoli forzando le portiere, intervenivano sulla centralina elettronica per inibire i sistemi di sicurezza originali e per avviare il motore tramite la programmazione di una chiave neutra, un passpartout. La banda, al fine di impedire la localizzazione satellitare dei mezzi sottratti, avrebbe altresì impiegato un dispositivo disturbatore di frequenze. I veicoli rubati venivano condotti e parcheggiati in aree isolate per essere ispezionati, prima del trasferimento in un luogo diverso per l’occultamento, in gergo venivano fatti “decantare”.
L’impianto indiziario nei confronti del 70enne e del 26enne è stato consolidato attraverso indagini tradizionali e specifiche attività tecniche. Un primo sviluppo investigativo si è registrato a seguito del furto del 19 giugno 2025: l’analisi dei sistemi di videosorveglianza aveva consentito l’individuazione del veicolo utilizzato per il supporto logistico. Poi, in occasione del furto perpetrato l’11 agosto 2025, gli investigatori erano riusciti a individuare l’auto asportata, parcheggiata a Costa Volpino. Nella serata del 16 agosto 2025, in concomitanza con un ulteriore furto ai danni di un veicolo parcheggiato nell’area di sosta di un esercizio commerciale, il tracciamento satellitare dell’auto asportata aveva guidato le pattuglie in un’area boschiva di Alzano Lombardo, dove il mezzo era stato recuperato.
Purtroppo delle 12 vetture oggetto di furto, fino a ora solo due sono state rinvenute nel corso delle indagini e restituite ai legittimi proprietari.


















