Anche durante la stagione estiva i Carabinieri continuano a lavorare senza sosta per contrastare la violenza domestica e di genere. I casi legati al “codice rosso”, infatti, non diminuiscono con il caldo e richiedono una presenza costante sul territorio al fianco della rete antiviolenza.
All’origine di queste situazioni ci sono spesso difficoltà economiche in famiglia o problemi legati a dipendenze come alcol, droga e gioco d’azzardo. In misura minore incidono la gelosia e i disturbi psichiatrici dell’aggressore, a volte aggravati dall’interruzione delle cure. Troppo spesso si tratta di sofferenze tenute nascoste dalle vittime per vergogna, senso di colpa o paura, che con il tempo diventano ingestibili e sfociano in episodi violenti.
I dati raccolti dalla provincia di Bergamo tra il 1° giugno e il 10 agosto 2026 mostrano chiaramente l’impatto del fenomeno. In questo periodo le stazioni dei Carabinieri hanno ricevuto oltre 400 denunce, di cui 261 a carico di italiani e 139 di cittadini stranieri. Tra le persone segnalate compaiono anche 20 donne, mentre in 144 casi la violenza è avvenuta tra parenti stretti come genitori, figli o fratelli.
A queste si aggiungono 367 chiamate di emergenza al 112 per interventi urgenti, scaturite in contesti complessi e rimasti nell’ombra fino all’esplosione della violenza. Per velocizzare i tempi e tutelare chi è in pericolo, la Procura di Bergamo ha affidato oltre 300 deleghe di indagine al pool specializzato nelle “fasce deboli”.
L’intervento delle forze dell’ordine non si limita alle indagini: grazie alla collaborazione con Comuni e associazioni locali, 35 vittime hanno potuto fare ingresso in centri antiviolenza e strutture protette. Infine, nei casi più gravi, l’Autorità Giudiziaria ha disposto 40 misure cautelari, che vanno dall’allontanamento dalla casa familiare e dal divieto di avvicinamento fino alla custodia cautelare in carcere.


















