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Nembro, ennesimo assalto alla sede degli Alpini: «È una violenza verso chi lavora per gli altri»

Ore di amarezza e sconforto per il Gruppo Alpini di Nembro. La scorsa notte, intorno all’1:50, la sede delle Penne nere all’interno del Parco Rotondo è stata nuovamente presa di mira dai malviventi. Si tratta dell’ennesima effrazione di una lunga serie che dura ormai dall’inizio della primavera: da aprile a oggi si contano ben otto episodi tra tentativi di furto ed elusioni dei sistemi di sicurezza.

«Un bilancio pesante non tanto per il valore di ciò che viene asportato -spiega il capogruppo Loris Arvati–, quanto per le devastazioni materiali lasciate dai ladri ad ogni passaggio-. A livello di materiale forzato e danneggiato per entrare, stimiamo circa 7-8 mila euro di danni. In passato sono stati portati via dei computer e la cassa del bar con poche monete, ma oggi a fare male è soprattutto il danno morale. La nostra sede è la casa di ogni alpino e di ogni amico degli alpini. Entrare qui e devastare tutto è una vera e propria violenza fatta a chi dedica gratuitamente il proprio tempo agli altri e al bene della comunità».

Gli Alpini non sono le uniche vittime di questo fenomeno che sta interessando diverse realtà del territorio nembrese. La stessa sorte è toccata all’Oratorio, a una cooperativa che gestisce un bar e ad un altro locale all’ingresso del paese. Per contrastare la piaga, le Penne nere hanno continuamente potenziato i sistemi di sicurezza interni, installando sensori di violazione e persino un impianto fumogeno pensato per accecare gli intrusi, che finora ha fatto da deterrente evitando danni peggiori.

In questa difficile situazione, gli Alpini sottolineano l’importante presenza dell’Arma: «I Carabinieri sono ormai di casa e c’è una fortissima collaborazione. Si sono dimostrati veloci, reattivi e protettivi: ogni volta che intervengono si mettono letteralmente davanti a noi per tutelarci. È una presenza bella e fondamentale».

Nonostante la frustrazione per un’escalation che sembra non fermarsi, lo spirito delle penne nere rimane saldo. Nessuna intenzione di tirare i remi in barca o cedere all’amarezza: «Assolutamente no, non molliamo. Continueremo con le nostre attività sempre dedicate agli altri, con l’obiettivo fisso di andare avanti e fare la nostra parte per contrastare queste effrazioni».

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