Resta prevista per la serata di domani, mercoledì 18 dicembre, l’uscita della speleologa Ottavia Piana dall’abisso Bueno Fonteno. La conferma è arrivata durante una conferenza stampa convocata presso la Prefettura di Bergamo per fare il punto sulle operazioni di soccorso. Nonostante gli sforzi, i tempi restano ancora lunghi, come sottolineato più volte negli ultimi giorni. Le difficoltà derivano dalla complessità dell’intervento, legata sia alle condizioni di salute della trentaduenne, infortunatasi sabato durante un’esplorazione con altri speleologi, sia alla morfologia della grotta.
«L’emergenza è influenzata sia dalla conformazione della grotta sia dallo stato clinico di Ottavia, che può variare col tempo – ha spiegato Corrado Camerini, delegato del Soccorso speleologico lombardo -. La speleologa ha tollerato bene il trasporto, soprattutto nella parte iniziale, che è anche la più complicata. Tuttavia, non ci sono strumenti meccanici o automatici che possano facilitare il lavoro: tutto è svolto manualmente. Ogni soccorritore deve trovare un equilibrio per sé e solo dopo procedere con il movimento della barella. Questo rallenta le operazioni, poiché la sicurezza resta prioritaria».
Un ulteriore elemento di attenzione è la qualità dell’aria all’interno della grotta. Gli interventi di disostruzione con esplosivi, necessari per aprire i passaggi più angusti, richiedono procedure scrupolose e successivi lavori di bonifica e ripulitura.
Durante la conferenza, Camerini ha rassicurato sullo stato di salute della speleologa: «Non ci sono state evoluzioni cliniche negative e sono state escluse lesioni importanti. Tuttavia, Ottavia sta soffrendo la lunga permanenza sottoterra. Non possiamo più procedere con un trasporto continuo, ma dobbiamo prevedere pause per permetterle di riposare. È necessario gestire anche aspetti come alimentazione, necessità fisiologiche e mantenimento della temperatura corporea. Ogni stop comporta inevitabilmente un allungamento dei tempi».
Grazie a un cavo telefonico, la base operativa allestita presso il campo sportivo di Fonteno mantiene un contatto costante con i soccorritori all’interno della grotta. «Analizziamo continuamente nuove informazioni sulla morfologia della grotta e sulle condizioni della paziente, aggiornando di conseguenza i piani d’intervento e i tempi previsti», ha aggiunto Camerini.
Attualmente, la barella deve ancora percorrere circa due chilometri per raggiungere l’uscita. Alle 17.30 di oggi, martedì 17 dicembre, si stima che saranno necessarie almeno altre 24 ore. L’uscita dalla grotta potrebbe quindi avvenire nella serata di domani o, al più tardi, durante la notte. Tuttavia, i soccorsi sono preparati ad affrontare eventuali ritardi. Una volta all’esterno, la speleologa sarà probabilmente trasportata in ospedale con l’elicottero dell’Areu (agenzia regionale emergenza urgenza). Per agevolare le operazioni, i vigili del fuoco hanno messo in sicurezza l’area circostante.
Il prefetto di Bergamo, Luca Rotondi, ha espresso gratitudine verso tutti coloro che stanno contribuendo al salvataggio. «Questo è uno di quei casi in cui la sinergia è stata fondamentale. Il Soccorso Alpino ha svolto un ruolo cruciale, con il supporto dei Vigili del Fuoco e dell’Arma dei Carabinieri. Il Comune di Fonteno, con il sindaco in prima linea, ha offerto immediatamente il proprio sostegno. Tutti gli attori coinvolti hanno agito con grande rapidità e coordinazione, dimostrando come un’azione congiunta possa fare la differenza».


















