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Ardesio, Zenerù pronto a scappare in «Trena»

«Porte’zo dé mut Séc sèt sach dé soch sèch»: è la celebre filastrocca-scioglilingua quest’anno ad accompagnare il tentativo di fuga del Zenerù ad Ardesio. Il fantoccio che rappresenta gennaio cercherà di scappare scendendo dal monte Secco con la «Trena», una specie di slitta carica oltremisura con sette sacchi di ceppi per la stagione fredda. Ma sappiamo già come andrà a finire: migliaia di persone lo aspetteranno sul Ponte Rino e gli tenderanno un’imboscata a suon di campanacci, per poi catturarlo e accompagnarlo in corteo verso la piazza dove sarà messo al rogo.

Il rito si ripete da tempo immemorabile ogni 31 gennaio, appuntamento astronomico considerato nell’antichità cerniera tra inverno e primavera. Di sera, con partenza alle 20, gli ardesiani e tutti quelli che vogliono unirsi a loro si ritrovano per “scacciare” l’inverno, il freddo e la brutta stagione, facendo un gran baccano con campanacci, latte, raganelle piccole e giganti e tutto ciò con cui si può far rumore. È la famosa «Scasada del Zenerù», che termina con il suggestivo falò, dentro il quale non si vuole solo bruciare il fantoccio, ma anche la stagione fredda che rappresenta.

La manifestazione è organizzata dalla Pro loco di Ardesio e quest’anno avrà un’anteprima. Sabato 30, alle 20,30 presso il Cineteatro dell’Oratorio, verrà proposta la serata «Zenerù di Ardesio: chi, come, dove, quando ma soprattutto … perché?», dedicata alla storia, al presente e al futuro del Zenerù, a cura del musicologo Giovanni Mocchi, il contributo video di Manuel Schiavi e la partecipazione del gruppo ospite «Mamutzones de Samughero» dalla Sardegna.

Il pomeriggio del 31 gennaio sarà invece dedicato a bambini e ragazzi con «Aspettando la Scasada»: anche i più piccoli potranno vivere da protagonisti il rito di cacciata dell’inverno. Il ritrovo è alle 14 all’oratorio di Ardesio. Ci sarà il laboratorio «La Trena con i sette sogni», a cura di Andrea Zanoletti e poi l’esibizione del gruppo «Mamutzones de Samughero». Alle 16.30, quindi, la partenza del mini corteo: bambini e ragazzi muniti di piccoli campanacci, latte e raganelle accompagneranno il «Zenerù baby» (una miniatura di quello della sera), che sarà infine bruciato come avviene di sera.

 

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