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«Potenziare gli ospedali dove chiudono i punti nascita»

L'ospedale di Piario

Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato un ordine del giorno della Lega che riguarda gli ospedali dove chiuderanno i punti nascita, come Piario. Il provvedimento «impegna la Giunta a mettere in campo tutte le iniziative necessarie per potenziare i presidi ospedalieri, implementando altre specializzazioni anche con il coinvolgimento delle istituzioni locali». Quindi più servizi dove le sale parto chiudono.

Roberto Anelli, consigliere regionale della Val Seriana e capogruppo della Lega al Pirellone, spiega:  «Dopo le risposte negative giunte l’anno scorso dal Ministero della Salute a guida centrosinistra, che non ha accolto le richiesta di deroga, come Lega in Regione Lombardia abbiamo chiesto una riorganizzazione dei presidi ospedalieri che si basi sul potenziamento dei servizi resi durante la gravidanza e il puerperio al fine di assicurare e garantire qualità e sicurezza alle madri e ai neonati».

L’ordine del giorno approvato dall’aula, continua il consigliere leghista, «chiede inoltre la predisposizione di percorsi assistenziali differenziati per complessità e un’organizzazione della rete di offerta con adeguati sistemi di trasporto materno e neonatale. Si prevede infine l’implementazione dei consultori e modelli di integrazione territorio-ospedale territorio».

Roberto Anelli

Anelli punta poi il dito contro Il Partito democratico. «Nonostante un atteggiamento apparentemente accondiscendente rispetto alle diverse azioni che la Giunta sta proponendo ai vari tavoli con sindaci e responsabili delle Ats (Agenzie di tutela della salute, ndr) e Asst (Aziende socio sanitarie territoriali, ndr), il Pd in realtà in aula ha contestato il nostro ordine del giorno astenendosi in fase di votazione».

Ricordiamo che Anelli, così come gli altri consiglieri bergamaschi della Lega, non ha firmato la mozione presentata da Jacopo Scandella del Pd. Mozione per impegnare la Giunta a mettere in atto «tutte le iniziative politiche ed organizzative necessarie a mantenere attivo il punto nascita di Piario».

«Non abbiamo firmato anzitutto perché Scandella ha presentato una mozione urgente, quando c’erano stati altri Consigli regionali dopo la decisione della Giunta del 28 giugno sui punti nascita – spiega Anelli -. Non potevamo poi firmare una mozione che vuole imporre l’annullamento di una delibera in cui la Giunta ha dovuto seguire a malincuore le indicazioni del Ministero della Salute. Inoltre, sappiamo che c’è l’intenzione di potenziare questi presidi ospedalieri, come lo stesso assessore Gallera ha confermato oggi ai sindaci del territorio».

Qui l’intervista completa ad Antenna2:

4 COMMENTI

  1. Forse nn si è capito che il popolo chiede che nn venga chiuso il Punto Nascita di Piario ed anche potenziato l ospedale! Si insiste a tenere aperti ospedali a 10 km l uno dall altro in città e la montagna deve soffrire di disagi immensi! Signori cari le tasse vengono pagate anche dalla gente di montagna.
    Anzi!

  2. Continuo a pensare che è inutile in questo momento cercare le colpe….è una protesta civile ..non si può lasciare il territorio montano senza assistenza alla maternità….

  3. Non c’e’ peggior sordo di chi non vuol sentire. Intanto ti chiudo un servizio che gia’ c’e’ e funziona; poi ti faccio promesse mirabolanti su servizi futuri incerti e di dubbia utilita’ . Senza offendere nessuno: ma credono che in montagna abiti gente col gozzo e l’anello al naso???

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