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THE TREATMENT – Power Crazy

Mi capita spesso di tirare fuori il nome dei The Treatment quando si parla di nuove band che avranno il compito di portare avanti il futuro del rock’n’roll quando i gruppi storici arriveranno per cause prettamente anagrafiche alla fine del loro percorso. Ma se vogliamo questo è un discorso abbastanza limitante nei confronti del quintetto inglese perché già adesso i The Treatment sono una band importante. Ho seguito il loro percorso fin dall’esordio del 2011 e questo “Power Crazy” è l’album numero quattro, che vede ancora una volta il cambio del cantante, arrivando al terzo in soli quattro dischi.

il nuovo cantante si chiama Tom Rampton, e va ad aggiungersi alla sezione ritmica formata da Rick Newman al basso e Dhani Mansworth alla batteria e dai fratelli Tagore e Tao Grey alle chitarre. Avendo apprezzato moltissimo il precedente disco della band britannica “Generation Me” e la prestazione su tale disco del cantante Mitchell Emms, che anche in sede live aveva un tiro notevole, come qualcuno ricorderà nella loro calata al Frontiers Rock Festival del 2016, la notizia della separazione della band dal cantante mi era dispiaciuta non poco, ma ero curioso di sentire come la band lo avrebbe sostituito. La scelta di Rampton è fortunatamente vincente, perché seppur dotato di una timbrica molto diversa dal suo predecessore, riesce a svolgere il suo compito in maniera ottimale, riportando in un certo senso la band più vicina ai primi due album che non al già citato “Generation Me”. Sensazione confermata subito dall’iniziale “Let’s Get Dirty”, classico AC/DC sound che potrebbe venir fuori dal primo disco della band inglese, come del resto anche “Bite Back” e la furiosa “Laying It Down”, molto vicino a  quanto fatto negli ultimi anni dagli Airbourne. Diverso approccio invece in “On The Money” e “Waiting For The Call”, che vanno alla ricerca di una melodia più marcata, che soprattutto nel primo caso dona al pezzo un feeling molto seventies. E se “Hang Them High” è forse il pezzo che più ricorda le cose di “Generation Me”, non a caso uno dei miei preferiti del disco, “Luck of the Draw” è un blues elettrico di grande impatto, impossibile non pensare a “The Jack” di Angus Young e soci. Molto bella è anche “The Fighting Song”, con un ottimo lavoro dei fratelli Grey e dotata di un refrain tra i più riusciti e originali del disco. Divertente anche la versione acustica di “Bite Back”, che chiude un disco tra i migliori di questo inizio di 2019. Guardiamo con fiducia al futuro del rock’n’roll, con gruppi come i The Treatment possiamo dormire sonni tranquilli.

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