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Coronavirus, il racconto di un bergamasco in Cina

Coronavirus, bergamasco in Cina con la mascherina

«La popolazione cinese è tutta impegnata a cercare di sconfiggere il Coronavirus»: lo racconta Marco Pescarolo, bergamasco di Grassobbio di 32 anni che dal 2017 vive in Cina dove studia Medicina cinese in un’università a Nanning, nella Provincia dello Guangxi, nel sud ovest del Paese.

Pescarolo nel 2019 ha inoltre raccolto l’invito del presidente dell’Ente dei Bergamaschi nel Mondo Carlo Personeni per farsi promotore di relazioni tra i bergamaschi che vivono in Cina e in particolare nella provincia dello Guangxi (leggi un nostro precedente articolo).

L’atmosfera che si respira sembra quella di un film

«Quando si esce di casa sembra che non ci sia nessuno – spiega il bergamasco -. Di fatto è meglio evitare di uscire, gli spostamenti sono ridimensionati (anche i trasporti sembrano sotto-potenziati) e si varca la porta di casa solo portando la mascherina usa e getta. Indossarla non significa di avere contratto il virus: è uno strumento di prevenzione. Si cerca inoltre di lavare le mani più spesso e di evitare i luoghi più affollati. Per questo si va anche meno a fare la spesa e di conseguenza si sta anche più attenti alla gestione del cibo. Mi chiedo se questa situazione possa essere paragonata un po’ a quello che hanno vissuto le persone in Italia durante il tempo di guerra. Comunque, posso dire che passo solo più tempo a casa e ne approfitto per studiare. Le mie giornate trascorrono in famiglia tra studio, sport indoor, ripasso, serie tv e film».

«La situazione che si è venuta a creare con il Coronavirus sembra non incidere sull’economia del Paese – continua Pescarolo -, o almeno non ne abbiamo la percezione. Si teme qualche impatto sulla crescita, ma confido nel buon lavoro e gioco di squadra e penso che questo momento di stallo possa essere superato a breve. I media sono attenti a quanto sta accadendo e tengono bene informata la popolazione».

«Grazie alla preghiera e alla fiducia in Dio – conclude Pescarolo -, tutto sembra prendere una piega positiva. Ricordo inoltre agli italiani all’estero che, in caso di spostamenti, è bene informare la Farnesina».

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