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Emergenza Coronavirus, la situazione in Lombardia

Quarta domenica dall’inizio dell’emergenza Coronavirus. Da 24 giorni la Lombardia sta combattendo questa battaglia. Lo ha sottolineato anche l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera nella consueta conferenza stampa. 

«Oggi abbiamo visto città molto vuote – ha detto Gallera, la gente ha assunto un livello di consapevolezza molto forte di questa grande battaglia che tutti insieme abbiamo deciso di intraprendere». L’assessore regionale ha però messo in evidenza che per vedere i primi risultati delle misure restrittive messe in campo dal Governo ci vorranno alcuni giorni: «I risultati contiamo di averli tra una settimana». 

L’ultimo bilancio vede numeri sempre in crescita: i positivi in Lombardia sono 13272, 1587 in più rispetto a ieri. I ricoverati 4898, 602 in più. In terapia intensiva 757, 25 in più. Significativo, purtroppo, l’aumento dei decessi, arrivati a 1218, 252 in più rispetto a ieri. I dimessi sono 2011 (351 più di ieri che erano 1.660). Quanto alle province, Bergamo rimane quella con più contagiati: 3416, con una crescita di 552 casi rispetto a ieri. Segue Brescia con 2.473, 351 in più.

«La battaglia dunque – ha aggiunto Gallera – continua e la vinciamo insieme se evitiamo di contagiare e di essere contagiati. In questa prospettiva contiamo di vedere i primi risultati delle
nuove ‘restrizioni’ fra una settimana. Diversi modelli matematici avevano ipotizzato una crescita esponenziale, mentre fortunatamente è costante. Sicuramente è interessante il dato di Lodi dove le misure rigide hanno dato risultati molto significativi».

Nel frattempo, continua l’impegno ad allentare la pressione sugli ospedali più in difficoltà. Oggi sono state trasferite 60 persone. In particolare, 15 dagli ospedali dell’Asst Bergamo Est e 17 dal Papa Giovanni. «Ogni presidio è utilizzato al massimo delle possibilità – ha aggiunto Gallera -. C’è un grande lavoro di squadra che vede pubblico e privato sullo stesso piano. Quasi tutti trasferimenti di oggi sono stati fatti su strutture private accreditate. Anche le Fondazioni stanno dando una grande mano. La
‘Francesca Rava’, ad esempio, ha già mandato medici a Lodi e a
Cremona e da domani anche al Papa Giovanni di Bergamo e ha
donato un’intera attrezzatura di terapia intensiva che verrà
consegnata domani al Policlinico».

L’aspetto più delicato rimane quello delle terapie intensive. «Abbiamo ospedali veramente allo stremo – ha detto Gallera -. Stiamo facendo uno sforzo titanico che sorprende e commuove anche noi e i dirigenti. Abbiamo raggiunto 1200 posti in terapia intensiva, si è recuperato un buon margine rispetto ai numeri di ieri».

L’assessore ha poi detto che si stanno preparando ulteriori nuovi 500 posti di terapia intensiva e altri 192 posti.«90
siamo in grado di realizzarli in 7 giorni, altri 77 in 11 giorni
e altri 26 in 15 giorni al San Carlo, al Policlinico, al
Niguarda al San Matteo e al San Gerardo). Per sistemarli serve
strumentazione ad hoc che oggi non abbiamo e non siamo in grado di recuperare se non attraverso la collaborazione del
Dipartimento nazionale della protezione civile», ha detto ancora Gallera.

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