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Colere: “Non aprire gli impianti l’inizio della fine”

In questi giorni si è acceso il dibattito sull’opportunità di aprire o meno gli impianti di sci in relazione ai rischi di contagio da Covid-19. Avviare una stazione sciistica comporta tuttavia sforzi di preparazione non indifferenti e che richiedono diverse settimane di lavoro. Per questo è necessario muoversi con un certo anticipo.

Presso la stazione sciistica di Colere, in attesa che la politica decida di mettere in moto o meno il mondo della neve, fervono comunque i preparativi. Ne abbiamo parlato con il gestore degli impianti di Colere Silvio Rossi e con il sindaco del paese della Val di Scalve Gabriele Bettineschi. 

«Attenderemo il 3 dicembre – afferma il gestore degli impianti Silvio Rossi – con le normative che l’Italia e la Regione emaneranno. Allora vedremo il da farsi. Nel frattempo ci stiamo preparando e stiamo aggiornando tutto in relazione alle linea guida della Regione. Per recepirle siamo intervenuti all’interno del rifugio Plan del Sole e predisposto un “Progetto Covid” attraverso il quale abbiamo alzato il livello di sicurezza a quello delle stazioni di servizio sulle autostrade nazionali. Se queste sono aperte, perché non dovrebbero esserlo anche i nostri bar e self service?».

Sugli impianti la vera sfida è riuscire a fare rispettare il distanziamento agli utenti. «Abbiamo installato striscioni, cartelli e tutto quello che serve – prosegue Rossi –. Rispetto al dibattito impianti chiusi/impianti aperti: penso che frequentare una pista da sci sia meno pericoloso di prendere un mezzo di trasporto pubblico» 

«L’apertura degli impianti rappresenta, ha rappresentato e rappresenterà una grande opportunità per Colere – afferma il sindaco Bettineschi -. Mai come quest’anno se non dovessero aprire sarebbe, credo, l’inizio della fine purtroppo. Auspico quindi che possa essere fatto con tutte le precauzioni del caso e con i protocolli che la società è in grado di mettere in atto. Il discorso dell’utilizzo degli impianti sta nel buon senso e senso civico degli sciatori. Credo che alla fine tutto quello che è successo con il Covid deve per forza averci insegnato qualcosa. Me lo auguro vivamente». 

8 COMMENTI

  1. Aprire è un rischio grande e si verificherebbe quanto già visto la scorsa estate. Riaprire i vuol dire gente che arriva da ogni dove che necessita di bar ristoranti rifugi servizi ecc, vuol dire troppa gente e pochi rispetti delle regole. Spiace per chi ha attività, ma lo sci non è attinente per tutto quello che ne deriva con il contenimento della diffusione del virus.

  2. Già il fatto di paragonare una stazione di servizio (autogrill) dell’autostrada o un mezzo pubblico ad una stazione sciistica, la dice lunga
    Il problema non è la trasmissione vera e propria del contagio che, detto tra noi…la neve è acqua, non ha il sale del mare ne il cloro della piscina, quindi…sulla neve i batteri volano.
    Il problema è che…se cade qualcuno, si fa male e deve essere ricoverato in ospedale…devono scegliere se salvare lo sciatore o chi è in terapia intensiva.
    A Colere l’ospedale non c’è.
    Diciamocelo…lo sci…non è un’attività essenziale e necessaria alla vita umana.
    Neanche ai rapporti sociali.
    Lo sci è…e resterà…un’attività per pochi.

  3. Non posso fare a meno di accordarmi ai precedenti commenti e condividerli.
    Lo sci Alpino fatto in sicurezza si potrà comunque fare, servirà un pò più di fatica e delle buone “pelli di foca” ma vedrete che la soddisfazione sarà sicuramente trovata da coloro che lo praticano. Per gli altri sciatori che necessitano di impianti di risalita comodi, portate pazienza dai…

  4. Vi faccio una domanda ? Che lavoro fate ? Sapete che attorno allo sci ci lavorano tante famiglie ? Se la risposta è sì , evitate commenti per rispetto di chi non avrà di che guadagnare per vivere . Nessuno dice che ciò che scrivete non sia vero , ma ripeto , per rispetto non scrivete ! E parla una persona che in questa situazione non ha al momento risentito. Ah , dimenticavo … non so dove abitate ma parliamo della bergamasca, della Val Seriana che ha vissuto ciò che di peggio poteva portare questa pandemia e che vuole , nonostante tutto , risollevarsi !… testimonianze di chi ha vissuto in prima persona … ah , aprire i negozi allora si ? Vedremo per le vie di Milano cosa ci sarà … mi spiace ma siamo e resteremo ridicoli !

    • Lo abbiamo visto stasera in tv Milano con tutti i milanes in centro a spasso per shopping ecc…
      E allora se uno o più si buttano dal ponte io mi ci devo buttare insieme?!
      Oggi qui al mio paese in VALLE SERIANA cera in giro gente, ma tutti parecchio rispettosi regole, non come a Milano.
      Ps anche gli impianti di sci in Svizzera oggi si son visti in tv…

  5. Dimenticavo: IO coi miei occhi, ho visto accanto a casa mia portar via due persone a causa del Covid in ambulanza, e non le ho viste più tornare…
    Morti a causa della fame in valle, invece non ne ho ancora visti.

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