Home Notizie L’appello di tre sindaci e due medici di famiglia: «Casi in risalita,...

L’appello di tre sindaci e due medici di famiglia: «Casi in risalita, rimaniamo a casa»

Villa d'Ogna
Una veduta di Villa d'Ogna

Un richiamo all’attenzione e al rispetto delle regole, firmato da tre sindaci e due medici di famiglia. Perché, benché il nostro territorio sia tra i meno colpiti dalla cosiddetta seconda ondata, i casi di positività al coronavirus stanno salendo anche da noi.

Così, i primi cittadini di Villa d’Ogna Angela Bellini, di Piario Pietro Visini, di Oltressenda Alta Giulio Baronchelli, insieme ai medici Mauro Barcella e Gian Andrea Moioli hanno scritto un comunicato indirizzato ai loro cittadini e assistiti. «Non avremmo mai voluto, ma questa nuova emergenza sta avanzando in maniera violenta anche nei nostri paesi. Ad oggi siamo ancora sotto controllo, ma dobbiamo rispettare in maniera rigorosa le nuove disposizioni», è l’inizio del messaggio.

«Noi sindaci – prosegue il comunicato – abbiamo un confronto costante con i medici di base per cercare di condividere i nuovi dati che più o meno giornalmente ci vengono comunicati. Senza creare allarmismi i numeri di casi positivi stanno risalendo, oltre ad un aumento costante delle persone in isolamento fiduciario che avanzano di dieci in dieci; basta una classe in quarantena per vedere tante famiglie di ragazzi o bambini bloccati in casa».

Quindi l’invito al rispetto delle regole. «Sebbene da venerdì 6 novembre siano state introdotte ulteriori misure restrittive dichiarando la Lombardia zona rossa, la realtà ci fa purtroppo vedere ancora molti cittadini circolare per le strade senza motivi di necessità e urgenza, come recita il Dpcm».

Nella lettera, anche un richiamo a valutare bene la necessità di ogni spostamento: «Sicuramente una delle esigenze di noi cittadini è quella di recarsi dal medico. Tuttavia in un momento così delicato dove la prevenzione deve essere al primo posto, come cittadini abbiamo il dovere di evitare in tutti in modi qualsiasi occasione di assembramento, anche presso gli ambulatori comunali, limitando l’andare dal medico solo in casi di estrema necessità. È fortemente consigliato contattare telefonicamente il proprio medico di base, così da concordare con lui il da farsi».

«Dobbiamo essere consapevoli che più le persone si frequentano, più creano le condizioni ideali per la diffusione del contagio – prosegue il comunicato -. Nessuno di noi vuole più ri-vedere l’invasione dei pronto soccorso e degli ospedali come accaduto la primavera scorsa. Non dimentichiamoci cosa hanno fatto i medici e tutto il personale sanitario per tutta la nostra gente e soprattutto ripensiamo a quante migliaia di persone non ce l’hanno fatta».

Infine, la conclusione: «Non sottovalutiamo questa recrudescenza del virus. Rimaniamo in casa e cerchiamo di sfruttare tutte le possibilità dei servizi a domicilio offerti sul territorio. Prima di uscire di casa, cerchiamo di telefonare per avere informazioni o prendere appuntamento, sia quando si ha bisogno del medico o della farmacia, o degli uffici comunali o per avere la spesa o altri servizi. Ci sono ancora tante persone preziose che grazie alla loro attività di volontariato mettono a disposizione il loro tempo a favore della comunità. Se tutti rispettiamo le regole usciremo prima da questa nuova emergenza che tanto ci fa soffrire».

6 COMMENTI

  1. Ma i nostri sindaci della Valle Seriana avranno visto la puntata di Report ieri sera, in special modo il servizio sui caschi ad ossigeno?
    Se si, mi domando quale é stata la loro reazione, non hanno provato un po di disgusto per tutta la faccenda legata a quei salvavita mandati in su ed in giù ma non qui dove servivano, ed avrebbero salvato molte vite sacrificate per l’imperizia di alcuni (dirigenti della regione lombardia) io se fossi stato sindaco, stamattina avrei dato le dimissioni. I nostri politici bergamaschi (in special modo quelli all’opposizione) seduti in consiglio regionale lombardo, non hanno un po vergogna di stare seduti nello stesso luogo con certa gente? Ormai tutto vi scivola addosso, e mi domando come fate?

  2. Quando i responsabili avranno il coraggio di ammettere che 9 milioni di persone messe in movimento dalla scuola e senza l obbligo di portar la mascherina in classe, sono stati la fonte principale di diffusione?
    E ancora si ostinano, per difendere l indifendibile, a lasciare classi affollate in presenza!?
    Io non avrei il coraggio di entrare in una di quelle classi!

  3. Le classi non sono la fonte di contagio, basta chiedere a chi ha avuto classi in quarantena quasi nessun bambino e’ stato contagiato dal primo positivo..
    Il virus gira per altri motivi ma non di sicuro in classe.

LASCIA LA TUA OPINIONE

Please enter your comment!
Please enter your name here