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Covid, in Lombardia ricoverati in terapia intensiva sotto quota 100

Immagine di repertorio

Continua a migliorare la situazione coronavirus in Lombardia. Oggi, mercoledì 16 giugno, si è registrato un dato significativo.

«Siamo scesi sotto i 100 letti occupati in terapia intensiva, sono infatti 92. Anche oggi si registra una riduzione dei posti occupati negli ospedali, la situazione sta andando nella direzione giusta». ha detto il presidente della Regione, Attilio Fontana, a margine della presentazione del Master Plan della Villa Reale di Monza. Il governatore ha poi ricordato un’altra notizia positiva: «Codogno è Covid-free. Per la prima volta, infatti, registriamo zero positivi nella città prima zona rossa del Paese».

Nel frattempo, sono incoraggianti gli esiti della sperimentazione dei test molecolari salivari per la diagnosi di positività al Covid partita in alcune scuole di tutte le province della Lombardia, lo scorso mese di maggio. A fronte infatti di 3.617 test effettuati sono solamente due le positività riscontrate.

«Siamo molto soddisfatti – spiega la vicepresidente e assessore al Welfare della Regione Lombardia, Letizia Moratti – non solo di questi primi risultati, ma anche della possibilità di aver potuto usare uno strumento diagnostico, già in uso in Europa e Stati Uniti, che non comporta la presenza di personale sanitario per la raccolta del campione e, nella sua estrema semplicità e praticità, è assolutamente ideale per le scuole».

La prima rilevazione è stata offerta a 4.440, ragazzi di cui 906 delle scuole dell’infanzia, 1.959 delle primarie e 1.575 delle secondarie di primo grado. Hanno accettato di sottoporsi al test 2.547 ragazzi (57%) di cui 466 dell’infanzia (51%), 1.205 della primaria (62%) e 876 della secondaria di primo grado (56%).

Sono invece 1.761 i ragazzi ai quali è stata offerta anche la seconda rilevazione, di cui 360 dell’infanzia, 945 della primaria e 456 della secondaria di primo grado. Di questi si sono presentati in 1.070 (61%), rispettivamente 171 dell’infanzia (48%), 627 della primaria (66%) e 272 della secondaria di primo grado (60%).

«Questi test – conclude Moratti -, frutto di una sperimentazione attuata dall’Università degli Studi di Milano, rappresentano un utile strumento di monitoraggio e screening la cui applicazione sarà estesa con la ripresa dell’attività scolastica a settembre».