Continua l’impegno del Gav Vertova a mantenere simboli sulle nostre montagne. Dopo la sistemazione della croce e la posa di una nuova campanella sul pizzo Porola, un altro intervento ha riguardato la “Madonnina delle creste” lungo la salita verso il monte Alben.
A raccontare cos’è successo è Alex Bombardieri, socio del Gav e del Cai di Gazzaniga. «Era il 2017 quando un gruppo di amici del Gav Vertova posava la “Madonnina delle creste” poco sopra il Bivacco Testa, salendo al Monte Alben. A gennaio di quest’anno con il lockdown e le restrizioni sugli spostamenti per me la montagna dietro casa è diventata una meta quasi obbligata».
Ma salire l’Alben d’inverno, tra l’altro con parecchia neve, non è certo una passeggiata. «Quel tratto di cresta, soprattutto, è insidioso – prosegue Alex Bombardieri -. Nella salita ero talmente concentrato nell’usare piccozze e ramponi che non mi sono accorto che la Madonnina non era più al suo posto. Solo al ritorno, quando ho trovato dei frammenti, mi sono accorto di cos’era successo».
«Guardandomi in giro – aggiunge Bombardieri – ho individuato il busto della Madonna a qualche metro di distanza in un canalino. La neve e il gelo avevano divelto la statua. Mi sono calato con uno spezzone di corda che avevo con me e ho raccolto più pezzi possibili per caricarli nello zaino».
È così iniziata la “cordata” per rimettere la Madonnina al suo posto. «Ho portato quanto avevo raccolto al presidente del Gav Franco Testa che, a sua volta, ha affidato la statua per il restauro all’amico Giulio della ditta Marmi Paganessi. Riportata in perfetta forma, la Madonnina ha così potuto tornare lassù. Altri amici del Gav Vertova, i fratelli Carlo e Luigi Donini e Gian Battista “Batisti” Merelli, se la sono presa in carico. Costruendo un nuovo supporto in acciaio, pochi giorni fa l’hanno di nuovo posata sulla cresta, affinché accompagni tutti quelli che vi passano accanto, per salire sull’Alben».
Un ritorno che sarà certamente apprezzato da chi affronta la salita.























