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Scasada del Zenerù: primo rumoroso benvenuto al fantoccio

Scasada Zenerù Ardesio 2022

La pandemia non ferma la Scasada del Zenerù, anche se pure quest’anno il rito viene preservato senza il consueto bagno di folla.

Il fantoccio, che questa sera (lunedì 31 gennaio) verrà simbolicamente bruciato per esorcizzare l’inverno, questa mattina è stato scortato dai bambini della scuola dell’infanzia fino a Ponterino di Ardesio

«Abbiamo voluto dedicare questo momento ai bambini dell’asilo, della primaria e ai ragazzi delle medie per scacciare l’inverno insieme a noi – spiega il presidente della Pro Loco Gabriele Delbono -. I bambini dell’asilo ci hanno accompagnato con un chiassoso corteo. Nel piazzale poi hanno girato intorno al carro scuotendo i campanacci». Lo stesso hanno fatto in seguito anche gli alunni della primaria e della secondaria di primo grado.

La maldestra fuga in autobus

Anche quest’anno i volontari della Pro Loco hanno ricreato un allestimento sviluppando un’originale idea di Flaminio Beretta. «Come sempre Zenerù cerca inutilmente di fuggire – prosegue Gabriele Delbono -: a bordo di un autobus a due piani vuole trovare riparo a Parigi. Dobbiamo dire grazie ai nostri costruttori perché anche quest’anno si sono davvero superati».

Tanti i particolari su cui hanno lavorato: l’autobus è inclinato sotto il peso del Zenerù, sul tetto sono stati riprodotti anche un asinello e una capra (un chiaro riferimento alla fiera). Ricostruita anche una piccola torre Eiffel. Non manca nemmeno il riferimento ad Ardez, località dell’Engadina con cui il paese dell’alta Valseriana stringe un’importante relazione di amicizia e gemellaggio. Sui sedili sono state raffigurate alcune persone, una veste anche la fascia tricolore.

Il cartello con le indicazioni stradali in testa al carro
I versi in dialetto che accompagnano il fantoccio

Come sempre Flaminio Beretta ha preparato un testo in dialetto posizionato sul carro. «Ol meso l’è grant come öna cà – e staolta de niscus  – parte e n’do con l’autobus. – Ol meso l’è grant come öna cà – ché ngasta sö in quantità – . Saltì pör sö autorità – che ga pense me a guidà  – e se prope ‘ngaria a scapà – ‘nva a Parigi – e ‘nve piö gne ‘nsa»

Anche quest’anno una Scasada senza pubblico

«Questa sera ci sarà un altro corteo, non come siamo sempre abituati, ma con pochi e simbolici campanacci per rappresentare la scacciata dell’inverno – conclude Delbono -. La tradizione viene mantenuta, ma senza pubblico».

Sulla pagina Facebook di Pro Loco Ardesio è stato pubblicato l’invito a scacciare l’inverno “virtualmente” suonando (la sera del 31) i campanacci dai terrazzi. “Mandateci i vostri video in orizzontale – si legge sulla pagina Facebook – che verranno utilizzati per realizzare il filmato ufficiale della Scasada del Zenerù 2022!” (visita la pagina Facebook).

Una condanna senza processo

«In occasione delle Scasada abbiamo sempre collaborato con la Pro Loco – afferma l’insegnante della primaria Carmen Colombo -. Prima del Covid partecipavamo con il processo al Zenerù. Purtroppo in questi ultimi anni, con la pandemia, le attività si sono ridotte, ma abbiamo voluto comunque esserci in un modo più sicuro. I bambini tengono particolarmente a queste celebrazioni. Ogni alunno ha preparato un disegno o un biglietto con una frase e il tutto verrà bruciato questa sera con il rogo». I ragazzi delle medie anche quest’anno racconteranno la Scasada attraverso un apposito giornalino.

Carmen Colombo
Continua lo sviluppo di relazioni sull’arco alpino

Presente ad Ardesio in questi giorni, proprio per approfondire la conoscenza sulla Scasada del Zenerù, Giovanni Kezich per trent’anni direttore del Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina di San Michele all’Adige (Trento) ed esperto in riti di scacciata dell’inverno. «Al momento non posso dire nulla – afferma Kenzich – perché l’esperienza mi insegna che su questi riti non bisogna sbilanciarsi fino a quando si ha avuto la possibilità di assistervi di persona e lo farò per la prima volta questa sera. Certo è che questo rito si situa a pieno titolo tra quelli di cacciata di qualcosa, in particolare dell’inverno, che si trovano sull’arco alpino e anche oltre».

Giovanni Kezich ad Ardesio per vedere la Scasada del Zenerù
Giovanni Kezich ad Ardesio per vedere la Scasada del Zenerù

«Una cosa interessante – prosegue Kezichè che non viene molto spesso citata è che questi personaggi tendono a essere femminili all’inizio della stagione, poi diventano maschili e di nuovo femminili con le bruciature di marzo e della mezza quaresima».

«Una cosa particolare di questo rito – conclude Kezich è che viene reinnestato a seguito di una cronaca della Rai del 1965. Da un lato è quindi un reinserimento, ma è comunque un qualcosa che attiva forze latenti nel paese e su queste basi permette il ritorno a qualcosa di autentico».

Un servizio verrà trasmesso questa sera all’interno del telegiornale di Antenna 2 in onda alle ore 19.20. Segui via streaming su www.antenna2.it.

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