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Casi di legionella a Clusone e Rovetta

Sette casi di legionella sono stati individuati a Clusone e Rovetta. A darne notizia, sulla propria pagina Facebook, è il Comune di Clusone.

Questo il testo del comunicato: «A seguito della richiesta congiunta delle amministrazioni di Clusone e Rovetta, i sindaci sono stati informati da Ats (Agenzia di tutela della salute, ndr) Bergamo della diagnosi di legionellosi per sette cittadini (cinque residenti a Clusone e due a Rovetta). I casi sono stati accertati presso l’ospedale M.O.A. Locatelli di Piario».

«Ats Bergamo – prosegue il comunicato – ha preso in carico la situazione e sta eseguendo la necessaria indagine epidemiologica e le verifiche funzionali a comprendere l’origine dell’infezione. Dopo l’ultimo incontro odierno, la Direzione del Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria di Ats Bergamo ha confermato che non esistono elementi per attuare interventi di limitazione della vita quotidiana dei cittadini, incluso l’utilizzo della risorsa idrica. Terremo tempestivamente informata la popolazione».

Come si legge sul sito Epicentro dell’Istituto superiore di Sanità, «La Malattia del Legionario, più comunemente definita legionellosi, è un’infezione polmonare causata dal batterio Legionella pneumophila». Inoltre, «le legionelle sono presenti negli ambienti acquatici naturali e artificiali: acque sorgive, comprese quelle termali, fiumi, laghi, fanghi, ecc. Da questi ambienti raggiungono quelli artificiali, come condotte cittadine e impianti idrici degli edifici, quali serbatoi, tubature, fontane e piscine, che possono agire come amplificatori e disseminatori del microrganismo, creando una potenziale situazione di rischio per la salute umana».

La legionellosi, si legge ancora nel sito dell’Iss, può manifestarsi in due forme distinte: la Malattia del Legionario vera e propria, che frequentemente include una forma più acuta di polmonite; la febbre Pontiac, una forma molto meno grave».

«Il trattamento della legionellosi, essendo una malattia di origine batterica, passa soprattutto attraverso terapie antibiotiche – si legge ancora -. La febbre di Pontiac ha un’evoluzione benigna anche in assenza di uno specifico trattamento chemioterapico. Tutte le altre malattie sostenute da Legionella species, dalle più comuni polmoniti, alle meno frequenti infezioni extrapolmonari, viceversa, richiedono un trattamento specifico per ridurre la probabilità di un esito infausto».

A questo link informazioni più dettagliate.

 

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