Negli ultimi mesi i medici di famiglia hanno dovuto far fronte a continui disservizi nel funzionamento della rete informatica regionale (SISS), che rappresenta, tra le altre cose, lo strumento per l’emissione di ricette elettroniche e la modalità di ricezione referti e accesso al fascicolo sanitario elettronico degli assistiti. La sezione di Bergamo della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg), il sindacato dei medici di famiglia, torna a sollevare il problema.
«Ricordiamo che la Lombardia è stata la prima regione a livello italiano a dotarsi di un’infrastruttura informatica di questo tipo e, se nella prima fase qualche disservizio era comprensibile, ora, dopo anni, non è più tollerabile – spiega il segretario della Fimmg bergamasca, Ivan Carrara -. I medici di famiglia, soprattutto in questo periodo di enorme affluenza negli studi a causa delle patologie stagionali, si vedono rallentati enormemente nel loro lavoro e talvolta sono costretti a giustificare ai cittadini un disservizio di cui essi rappresentano le prime vittime. Per far capire le dimensioni del problema solo nell’ultima settimana ci sono stati 3 fermi dei servizi SISS e sono decine quelle registrate negli ultimi mesi».
«Per chiarire meglio l’impatto di questi disservizi abbiamo sottoposto un breve sondaggio ai nostri colleghi e, nel giro una decina di giorni, abbiamo raccolto ben 264 risposte (prevalentemente da medici di famiglia, ma anche da colleghi ospedalieri) – prosegue Carrara -. I dati, come riportato nei grafici allegati, sono allarmanti. Il 95% dei medici si aspetta un disservizio entro una settimana e di questi il 41.9% addirittura entro un giorno. Soltanto il 13% dei colleghi afferma che il servizio è affidabile (attribuendo un voto superiore al 6). Ora ci chiediamo: come si può continuare a lavorare al meglio per i nostri assistiti in queste condizioni?».

«Non possiamo non pensare che i colleghi si troveranno nell’inevitabile condizione di non utilizzare più il SISS nell’attività quotidiana per non causare ritardi nell’assistenza quotidiana ai cittadini, cosa che viene sicuramente prima di un atto meramente burocratico come l’invio telematico delle impegnative – prosegue Carrara -. Fimmg sarà in prima linea nel sostenere tutti i colleghi vittima di questa situazione insostenibile e farà fronte comune nell’interesse dei cittadini e dei medici contro l’inefficienza di questo sistema che un sindacato di categoria come il nostro non è più nelle condizioni di sostenere».
Ivan Carrara conclude evidenziando che «per i numerosi problemi noti e che abbiamo più volte denunciato negli ultimi mesi, dalle mancate certificazioni al carico burocratico ormai insostenibile, Fimmg Bergamo si riserva di procedere con azioni concrete di tipo sindacale, che ormai non riteniamo possano essere ulteriormente procrastinate. La misura è colma».
Sul tema sono intervenuti anche Roberta Vallacchi e Davide Casati, consiglieri regionali del Pd, che stanno ricevendo numerose segnalazioni dai loro territori di Lodi e Bergamo. «Se in due province il Siss, il Sistema operativo sociosanitario, non funziona, i disservizi saranno un po’ ovunque – dicono i due consiglieri -. Non è la prima volta che lo denunciamo, ma a Palazzo Lombardia e soprattutto all’assessorato al Welfare sembra interessare a nessuno».
«Nel momento in cui un medico di base non riesce ad accedere al Siss, il malato deve recarsi a prendere il certificato cartaceo, o mandare qualcuno, di persona. E poi deve pure arrangiarsi a spedirlo all’Inps. Ovviamente, in un passato anche recente si è fatto sempre così, ma se adesso i sistemi informatici sono cambiati, si sono evoluti, tagliando tempi, burocrazia, semplificando, perché poi non devono funzionare?», si chiedono Vallacchi e Casati, che è anche componente della III Commissione Sanità e aveva già presentato un’interrogazione sul tema.
«La risposta aveva a che fare con ‘l’evoluzione tecnologica dell’architettura Siss’, con la ‘migrazione in cloud’, con ‘il rafforzamento dei sistemi di sicurezza informatica’ – ricorda Casati –. Ma dopo settimane tutte queste procedure evidentemente sono ancora ferme, se nulla ha ricominciato a funzionare come prima».
Vallacchi, membro della IX Commissione Sostenibilità sociale, fa presente che «la tecnologia è arrivata a un punto in cui stiamo parlando di intelligenza artificiale e nella regione che sostiene di essere la più avanzata d’Italia siamo fermi a questi problemi informatici di base. A noi continuano a rispondere che ci sono i lavori in corso, ma i mesi passano e non cambia nulla».
Intanto, fanno presente i due consiglieri, «i cittadini non capiscono come, nel 2023, possano ancora esserci questi continui disservizi. Ebbene, è una domanda che giriamo direttamente all’assessore Bertolaso. E pretendiamo tutti una risposta esaustiva».



















