Serve abolire il numero minimo di studenti per formare classi nelle scuole di montagna. Lo sostiene il consigliere regionale bergamasco Michele Schiavi, riprendendo una proposta del suo partito, Fratelli d’Italia. Il tema è quello del declino demografico delle cosiddette “Aree interne”, da tempo in sofferenza per il calo costante del numero degli alunni con scuole costrette a chiudere o fortemente ridimensionate.
Schiavi parte dalla mappatura dell’Istat sull’andamento demografico delle aree interne. «Una fotografia di un’Italia che va a due velocità, per la quale vanno calibrate regole diverse. Non c’è solo una frattura Nord-Sud in Italia», evidenzia il consigliere regionale.
Nell’ultimo decennio, dal primo gennaio 2014 al primo gennaio 2024, in Italia la popolazione delle aree interne è calata del 5%, quella dei centri dell’1,4%.
«Regione Lombardia ha promosso – spiega Schiavi – specifiche Strategie di sviluppo per le aree interne. Coinvolgono 488 comuni suddivisi in 14 aree, di cui 6 sono riconosciute dalla Strategia nazionale aree interne (Snai). Territori su cui vengono attivati progetti sostenuti da fondi dei programmi europei (FESR e FSE+), risorse nazionali e risorse regionali. Ma per combattere lo spopolamento e incentivare la creazione di posti di lavoro in questi contesti oltre alle politiche regionali servono interventi del Governo centrale».
«Occorrono interventi legislativi – prosegue Michele Schiavi – così come ha fatto Fratelli d‘Italia proponendo l’abolizione del limite al numero minimo di studenti per formare classi della scuola primaria e secondaria nei comuni montani e chiedendo l’istituzione di zone franche montane perché chi abita nei piccoli centri delle aree interne non può pagare le stesse tasse di chi vive in città con tutti i servizi fuori dalla porta».
«Infine, attendiamo la conclusione dell’iter del Disegno di legge Montagna – conclude il consigliere regionale di Onore -. Le terre alte meritano un quadro normativo specifico in grado di favorire il lavoro agile, agevolazioni per chi compra e ristruttura la prima casa, misure fiscali per le nuove imprese aperte dai giovani e un sostegno specifico per le scuole e la sanità di montagna. Servono risorse specifiche per la promozione di questi territori, che non possono essere trattati con le stesse regole di un’area metropolitana».



















