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Valbondione senza medici di base, il sindaco scrive a Mattarella

Da anni i comuni dell’Alto Serio (Gandellino, Gromo, Valbondione e Valgoglio) soffrono il problema della carenza dei medici di base. Ad agosto dello scorso anno l’ambito è rimasto completamente scoperto. Da allora i cittadini hanno dovuto affidarsi al servizio di Continuità assistenziale diurna diffusa e poi, dal 1° aprile di quest’anno, ai nuovi Ambulatori medici temporanei (Amt). Tra i comuni con più disagi, sicuramente quello di Valbondione, il più lontano geograficamente dal capoluogo e dai maggiori centri della provincia.

Per cercare di sbloccare la situazione, il neosindaco di Valbondione Walter Semperboni ha deciso di rivolgersi al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. «Scrivo perché da anni i miei concittadini non hanno la possibilità di avere un medico condotto – si legge nella lettera inviata al Quirinale -. L’unica possibilità è quella di percorrere 60 chilometri con la problematica, specialmente in inverno, di una viabilità pericolosa».

Il sindaco di Valbondione prosegue facendo riferimento all’articolo 32 della Costituzione (“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”, recita il primo comma). Semperboni ricorda, appunto, che l’articolo «sancisce come diritto imprescindibile il diritto alla salute». E aggiunge: «Scrivo a Lei Signor Presidente quale garante della Costituzione».

La conclusione è amara: «Per me è un orgoglio indossare la Fascia Tricolore, ora sta diventando uno sdegno».

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