Aria frizzante, ma accompagnata da bel tempo e cielo perlopiù azzurro. La fiera di San Giuseppe, a Gandino, ha trovato la cornice ideale per garantirsi il successo. Le bancarelle allestite tra vie e piazze del centro storico hanno attirato molta gente, per un appuntamento che da secoli è stabilmente nella tradizione del paese.
«Ci sono documenti addirittura del 1500 che attestano come a Gandino fossero due le fiere: quella dell’Assunta, in occasione della festa patronale, e quella di San Giuseppe, in primavera – racconta Giambattista Gherardi, delle Cinque Terre della Val Gandino -. Coincidevano con i tempi del commercio: la partenza e il ritorno dei mercanti che lasciavano la valle per vendere i propri prodotti. Erano soprattutto un ritrovo popolare, che poi si è evoluto».

La fiera di San Giuseppe un tempo era legata all’agricoltura, alla produzione tessile. Ora è un grande mercato, una vetrina di svariati prodotti. «Si tratta di un giorno in cui i gandinesi si ritrovano, arrivando anche da lontano, un giorno in cui la Gandino delle associazioni si mette in mostra – prosegue Gherardi -. Oltre agli stand degli ambulanti, alcuni presenti anche da più di mezzo secolo, ci sono gli allestimenti dei negozi e i tanti gruppi della valle. Tutto ciò mette in evidenza una certa vitalità, un sentimento e una volontà di fare che dimostrano come, nonostante la crisi, questa comunità ci crede».
L’anima agricola originaria della fiera sta un po’ tornando negli ultimi anni grazie alla Comunità del mais spinato. L’appuntamento, infatti, è diventato l’occasione per mettere in vetrina prodotti e iniziative, non solo della Val Gandino. Nel parco comunale, quest’anno, erano più di trenta gli espositori provenienti dalla provincia di Bergamo in primis, ma anche dalla Valtellina, dal Bresciano e dal Lecchese. «Abbiamo una folta presenza che conferma come le persone dedichino sempre più impegno e tempo al tema cibo – sottolinea Filippo Servalli, presidente della Comunità del mais spinato -. Noi siamo contenti: grazie alla collaborazione con la Pro loco, l’Amministrazione comunale e con tutte le Cinque terre, stiamo tentando di mettere nuovamente l’agricoltura al centro del nostro territorio».
Nel parco «Giuseppe Verdi» non sono mancati gli assaggi, come la polenta di mais spinato preparata col Bimby. Abbinamento fra tradizione e modernità che in questi giorni sui social ha acceso la discussione. Ma c’è stata anche la possibilità di assistere dal vivo alla preparazione dei pizzoccheri con la farina di grano saraceno o scoprire la storia di sapori locali come il bitto o l’aparago rosa, grazie alla nuova rete «I territori del cibo» che proprio oggi ha iniziato il suo cammino.




















