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Finiti i restauri alla chiesa, festa con due vescovi

Da decenni nessuno lo vedeva più così: scuro, con inserti bianchi. La patina del tempo aveva lasciato solo un chiaro uniforme. Ma ora il campanile di Gazzaniga è tornato all’antico splendore, vestito di un elegante marmo nero come nel 1897, quando fu costruito.

Con gli ultimi interventi alla torre, si sono conclusi i restauri alla chiesa parrocchiale di Sant’Ippolito cominciati quattro anni fa. «Abbiamo iniziato con le campane – spiega il parroco don Luigi Zanoletti -. Le vibrazioni, infatti, causavano problemi alla cella campanaria. Siamo quindi passati alle facciate della chiesa. Quest’anno abbiamo infine provveduto al restauro del campanile».

I lavori sono partiti a marzo: curati dalla ditta Nicoli Giovanni e seguiti dall’architetto Elena Franchioni. «È stato realizzato un intervento di protezione del marmo per fermarne il degrado – prosegue il parroco -. Purtroppo il tempo si è fatto sentire e c’erano dei distacchi di pietra. È stato quindi ripristinato il colore del marmo nero con gli inserti bianchi». Anche la statua di Sant’Ippolito, sulla sommità della torre, è stata restaurata e ora risplende di luce nuova.

Per la parrocchia, in quattro anni, una spesa di quasi 500 mila euro: 60 mila per le campane, 300 per le facciate, 120 per il campanile. Giunti alla fine del percorso, è il momento di far festa. L’occasione viene offerta dalla solennità patronale di Sant’Ippolito, che quest’anno cade in domenica (13 agosto).

«Avremo la presenza del nostro vescovo di Bergamo, Francesco Beschi, che nel pontificale delle 10,30 celebrerà la messa insieme ai sacerdoti del vicariato e nativi del paese – spiega ancora don Luigi Zanoletti -. Al termine usciremo sul sagrato per la benedizione del restauro. La festa continuerà alle 17 con la presenza del vescovo Franco Cuter (emerito di Grajaù, in Brasile, ndr), nativo di Gazzaniga, che celebrerà la messa. Seguirà la processione con l’urna di Sant’Ippolito».

Nel video, il servizio di Antenna2:

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