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Punto nascita Piario, cosa stanno facendo i sindaci

L'ospedale di Piario

Chiamate in causa più volte in questo periodo, soprattutto dal Comitato “Piario non si tocca”, le amministrazioni comunali dell’alta Val Seriana e Val di Scalve illustrano le azioni portate avanti finora a difesa del punto nascita dell’ospedale “Locatelli”. Lo fanno anzitutto attraverso un comunicato diramato oggi. La presidente dell’assemblea dei sindaci Antonella Luzzana (vicesindaco di Clusone), delegata con l’organo esecutivo dell’Ambito a seguire la vicenda per tutti i Comuni, interviene inoltre per spiegare qual è stata la strategia attuata in estate.

«Per la prima volta, forse, per una questione importante i 24 sindaci dell’alta Val Seriana e Val di Scalve hanno deciso di far fronte comune con l’obiettivo di evitare la chiusura del punto nascita – spiega Antonella Luzzana -. All’unanimità, hanno deciso di stare uniti per difendere il nostro territorio di montagna».

Due le strade intraprese. «Da una parte si è deciso di ricorrere alle vie legali con un ricorso al Tar – prosegue Luzzana -. Un’iniziativa che mira ad ottenere l’annullamento della delibera con cui a fine giugno la Giunta regionale ha decretato la chiusura del punto nascita. La delibera è stata pubblicata il 24 luglio, inoltre ad agosto il tribunale era chiuso per le ferie estive. Il ricorso verrà quindi presentato entro la prossima settimana».

Sull’altro fronte si sta lavorando per il potenziamento dell’ospedale. Nell’incontro del 31 luglio a Milano la Regione ha messo sul tavolo la proposta di realizzare a Piario un centro di riferimento per la cura dei disturbi alimentari. Sono stati poi ipotizzati altri interventi per rafforzare il “Locatelli”. «Abbiamo chiesto tempo all’assessore Gallera per confrontarci con l’Ats (Agenzia di tutela della salute) di Bergamo e l’Asst (Azienda socio sanitaria territoriale) Bergamo Est in modo da capire insieme quali sono i bisogni del nostro territorio, anche alla luce del Piano di zona appena approvato – aggiunge la presidente dell’Ambito -. Riteniamo che prima di pensare a nuove strutture sia importante implementare i servizi tuttora presenti nel nostro ospedale».

Il comunicato dei sindaci

“Fin dal 2016 l’attenzione delle amministrazioni rispetto al Punto nascita di Piario è stata alta, in quanto vi era la consapevolezza che non si stavano mantenendo i numeri di parti minimi definiti per i territori montani (soglia 500 anno). Per questo, numerose volte abbiamo incontrato l’Ats e l’Asst Bergamo Est, nonché sollecitato i referenti regionali, per monitorare la pratica e la relativa richiesta di deroga.

La comunicazione di giugno dell’Assessore Gallera di chiusura dei punti nascita non “a norma”, è stata per noi una doccia fredda, poiché avevamo ricevuto rassicurazioni da vari fronti. La conferma di quanto preannunciato avviene con la Delibera di Giunta Regionale n. 267 del 28/06/2018 (pubblicata il 24 luglio c.a.).

Prontamente sono state attivate le interlocuzioni con l’Assessore Galera, che ha ricevuto una delegazione di Sindaci già in data 26/06/2018.

Successivamente, durante la visita di Gallera a Bergamo del 18 luglio, in Conferenza dei Sindaci, non è mancata la voce del territorio, attraverso la Presidente dell’Ambito Antonella Luzzana, che ha letto pubblicamente e consegnato un documento in cui si rimarcavano la necessità e le ragioni a salvaguardia del punto nascita di Piario, oltre che l’intenzione, qualora non fosse pervenuta una rettifica della DGR, di adire le vie legali. Durante l’incontro, Gallera si è detto favorevole ad un ulteriore incontro a Milano, sulla questione, programmato ed avvenuto il 31 luglio.

Proseguivano, nel contempo, gli incontri tra amministratori, avvenuti il 10 luglio in Comunità Montana ed il 19 luglio durante una Assemblea dei Sindaci, in cui ad unanimità (23 Comuni presenti e 1 assente), è stata votata la delega, in rappresentanza dei 24 Comuni, al Comune di Clusone – Ufficio Ambito Territoriale, per intraprendere quanto necessario e condiviso a tutela del territorio ed a salvaguardia del punto nascita e del presidio ospedaliero.

Si specifica che l’Ambito è un organismo sovra comunale, che rappresenta ed è costituito dai Comuni facente parte ed è presieduto da un Presidente regolarmente eletto ed agisce su mandato dell’Assemblea dei Sindaci, a cui partecipano tutti i Comuni; l’Ambito è altresì governato da un organismo Organo Esecutivo (composto da 1 rappresentante per sub ambito, oltre al Presidente), che programma, monitora e esegue quanto deciso dall’Assemblea.

Pertanto, a seguito della decisione assunta il 19 luglio, l’Ambito è stato individuato come titolare e portavoce dei Comuni di tutte le azioni inerenti il punto nascita di Piario e più in generale il presidio ospedaliero; l’Ambito ha agito il proprio ruolo attraverso i propri organi (Presidente ed Organo Esecutivo) e appoggiandosi alla struttura organizzativa collocata dentro il Comune di Clusone, nello specifico Servizi Sociali d’Ambito.

Detto ciò, pare evidente che i Comuni hanno chiarito ed espresso (mettendoci la faccia) la propria determinazione ed impegno alla salvaguardia del punto nascita “alzando la mano” durante la votazione dell’Assemblea dell’19 luglio, che ha confermato quanto già condiviso in Comunità Montana il 10 luglio.

Oltre ad un raccordo più interno tra amministrazioni (elemento ritenuto però importante), si è stati impegnati ad un raccordo più territoriale:

  • Il 16 luglio si incontrava la Presidente del neo Comitato “Piario non si tocca”, sig.ra Francesca Giacometti; alla presidente sono state riportate le decisioni che i 24 Sindaci hanno assunto nella serata del 10 luglio 2018 e che sono state confermate, successivamente, nell’Assemblea dei Sindaci del 19 luglio;
  • Il 31 luglio si incontrava l’Assessore Gallera, insieme ad ATS, ASST, alla presenza anche dei consiglieri regionali del territorio;
  • Seguono gli incontri il 09/08/2018 con ASST a Clusone e il 28/08 e 3/09 con ATS e ASST a Bergamo.

Oltre a quanto sopra, sono stati incontrati e raccolte informazioni preziose tra professionisti ed esperti che si occupano di sanità e che conoscono il territorio. In più, è stata avviata la procedura legale, che ha comportato la raccolta ed analisi meticolosa della documentazione ed incontri con l’Avvocato, per la defezione del percorso.

Quindi, in sintesi ci si sta muovendo da un lato per la tutela del punto nascite e per fare il possibile perché la delibera venga annullata, dall’altro, è stato promosso un percorso di approfondimento delle ipotetiche azioni che l’ASST intende mettere in atto qualora si addivenisse alla chiusura del punto nascita ed al contempo si sono valutate ipotesi di potenziamento ed implementazione delle prestazioni e servizi che potrebbero essere erogate dal “Locatelli” di Piario.

È un lavoro intenso e che ha richiesto e richiede un’attenzione costante, oltre che un’attenta valutazione di tutti i bisogni del territorio. Il lavoro non è certo finito, ma si sta cercando di garantire il massimo impegno e l’attenzione a tutti i possibili scenari, assolvendo in maniera responsabile al mandato pubblico di cui siamo portatori”.

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