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Punto nascita Piario, comunicata la data di chiusura

Il nido, ormai chiuso, dell'ospedale di Piario

Da quando il Tar di Brescia ha di fatto respinto il ricorso dei sindaci si sapeva che il destino del punto nascita di Piario era ormai segnato. Forse in pochi sospettavano però che la chiusura sarebbe arrivata così presto.

L’Azienda socio sanitaria territoriale (Asst) Bergamo Est, da cui dipende l’ospedale di Piario, oggi ha dato notizia che il punto nascita chiuderà a partire da sabato 13 ottobre. Quindi l’ultimo giorno di apertura sarà venerdì, dopodomani.

L’Asst comunica anche di aver predisposto «un innovativo percorso di presa in carico e di accompagnamento» delle gestanti in stretto rapporto con le ostetriche di riferimento. Sono previste anche visite a domicilio dalla 36esima settimana di gravidanza e durante il puerperio, grazie alla reperibilità dell’equipe ostetrica. L’azienda sottolinea infine che con Ats (Agenzia di tutela della salute) e Areu (Azienda regionale emergenza urgenza) «vengono attivati i progetti sostitutivi predisposti a garanzia dell’assistenza materno-neonatale nel territorio dell’alta Valle Seriana, in Val di Scalve e nell’Alto Sebino».

Qui il comunicato dell’azienda per esteso:

«Con DGR n. XI/267 del 28.6.2018 avente ad oggetto ”Rete regionale per l’assistenza materno – neonatale: intervento di riorganizzazione dei punti nascita” la Giunta di Regione Lombardia:

  • approvava il Documento tecnico per la riorganizzazione della rete di offerta per l’assistenza alle donne e ai neonati in Lombardia;
  • disponeva l’avvio del percorso per la cessazione dell’attività, tra gli altri, del punto nascita dell’Ospedale “M.O.A. Locatelli” di Piario, afferente all’ASST di Bergamo Est, che nel triennio ha presentato costantemente un numero di parti inferiori a 500/anno, con trend progressivamente negativo;
  • conferiva mandato all’ATS di Bergamo, in raccordo con la Direzione Generale Welfare e le strutture sanitarie interessate, di portare a compimento entro il termine massimo del 31.12.2018 il percorso per la cessazione dell’attività dei Punti nascita individuati.

Ciò ha indotto l’ASST di Bergamo Est e l’ATS di Bergamo a dar vita ad un confronto, con i rappresentanti dei comuni afferenti all’Ambito Territoriale n.9 Valle Seriana Superiore e Valle di Scalve, finalizzato ad analizzare le proposte di riorganizzazione della rete d’offerta funzionali a garantire, nell’ambito del territorio gravato dalla chiusura del Punto Nascita continuità assistenziale, sicurezza, appropriatezza e qualità dell’intero percorso nascita.

L’ASST Bergamo Est, in tale prospettiva, ha predisposto il documento denominato “Percorso assistenza alla gravidanza a basso rischio ostetrico ed il documento “Percorso nascita Terre Alte”, con i quali sono definite le misure organizzative funzionali ad assicurare tali obiettivi per la gravidanza (sia essa a basso, medio od alto rischio) e con un innovativo percorso di presa in carico e di accompagnamento che consentirà alla gestante un sinergico rapporto con l’ostetrica di riferimento.

Tale accompagnamento prevede anche visite al domicilio della gestante dalla 36^ settimana di gravidanza e durante il puerperio garantite dalla pronta reperibilità dell’equipè ostetrica aziendale.

Predisposta tale riorganizzazione, e stante anche la situazione di difficoltà legata alla carenza di figure specialistiche (ginecologi, pediatri) che affligge ormai le aziende sanitarie, si procede con la cessazione dell’attività del punto nascita del presidio ospedaliero Locatelli di Piario, con decorrenza dalle ore 00.01 di sabato 13 ottobre 2018.

Contestualmente, di concerto con ATS Bergamo ed AREU, vengono attivati i progetti sostitutivi predisposti a garanzia dell’assistenza materno-neonatale nel territorio dell’alta Valle Seriana, in Val di Scalve e nell’Alto Sebino».

2 COMMENTI

  1. Non preoccupiamoci della imminente, ben voluta e perseguita chiusura del reparto nascite a Piario perché, sigh sigh sigh, ci stanno già facendo ingurgitare lo zuccherino “percorso nascita Terre Alte” Sicuramente a chi prende queste decisioni non manca l'”alta fantasia …” non ci resta che applaudire la loro incapacità di gestire i reali problemi delle “persone” di montagna o del “popolo” come usano meglio definirci.

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