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Gavetta Usa, trovate informazioni sul proprietario

Una gavetta, un semplice contenitore di latta per il rancio dei soldati, ha permesso di fare riemergere la storia di un militare italoamericano che ha preso parte all’avanzata statunitense lungo la nostra penisola durante la seconda guerra mondiale.

Merito di un giovane della Val del Riso (Bergamo), Giulio Borlini, che si è impegnato nel cercare di scoprire qualcosa di più sulla storia di quello che poteva sembrare un semplice cimelio.

«Tutto è iniziato con la mia passione per il collezionismo di oggetti militari – spiega Giulio -. In un mercatino dell’usato a Bergamo mio papà Luigi e io abbiamo trovato questa gavetta statunitense datata 1943. Rimuovendo lo sporco di 70 anni abbiamo scoperto un nome e cognome (James Cardinalli), l’indicazione di tre località del Mediterraneo (Rome, Naples e Oran) e un numero di matricola. Abbiamo quindi deciso di cercare di individuare il proprietario».

«Dopo la pubblicazione di articoli online – continua Giulio – abbiamo condiviso la storia in gruppi Facebook di ex militari. Grazie a questa visibilità abbiamo scoperto che James Cardinalli era un italoamericano nato e vissuto in California. Ho iniziato quindi a divulgare gli articoli pubblicati in Italia su gruppi Facebook californiani, community di decine di migliaia di persone. Ho avuto centinaia di commenti e di “mi piace” e in molti mi hanno aiutato sia in Italia, sia negli Stati Uniti. Pubblicati gli articoli, abbiamo trovato una persona che sapeva dell’esistenza di un figlio. Ho verificato anche questa informazione grazie al contatto con il Municipio di Monterey, in cui aveva la residenza James Cardinalli».

«Il figlio mi ha quindi raccontato la storia del padre – spiega Giulio -, un infermiere porta feriti arruolato nel 1942. Abbiamo verificato le sue orgini italo americane: la famiglia era nativa di Isola delle Femmine in Sicilia, lì i genitori ebbero i primi figli e poi si trasferirono nel 1892 negli Stati Uniti (a Monterey in California) dove vennero al mondo altri figli tra cui James, che in realtà in origine si chiamava Gerolamo. In America i genitori di James non vollero mai imparare l’inglese perché speravano di tornare in Italia, rimasero invece oltreoceano per tutta la vita. James entrò nella fanteria e partecipò a tutta la campagna del Mediterraneo. Sappiamo che aveva un animo generoso: oltre ad aiutare i soldati cercava di essere vicino ai civili italiani. Verso la fine della guerra si ammalò di tubercolosi e venne ricoverato in un ospedale nella zona di Verona. Secondo noi questo è il momento in cui perse la Gavetta».

James Cardinalli, classe 1918, è morto nel 1990. Ora Giulio Borlini è in contatto con il figlio di James. Nei prossimi mesi dovrebbero incontrarsi e la gavetta potrà così tornare nelle mani dei parenti.

1 COMMENTO

  1. Ottimo lavoro Giulio, é bello vedere giovani come te interessarsi di certe cose. Il tuo lavoro di ricerca ti rende meritevole di elogi anche fuori dalla nostra valle. Bravo!

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