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WORK OF ART – Exhibits

Giungono al traguardo del quarto album i Work Of Art, band svedese che fin dall’esordio del 2008 viene da tutti riconosciuta come una delle band trainanti del movimento melodic rock attuale, o AOR che dir si voglia.

Merito sicuramente della bella voce di Lars Safsund, ma anche del talento compositivo del chitarrista Robert Sall, che anche stavolta firma tutte le canzoni del disco , avvalendosi anche di qualche aiuto esterno di valore ( Jim Peterik, Jeff Scott Soto ). L’iniziale “Misguided Love” porta proprio la firma del duo Sall/Peterik e non è molto distante dal classico suono dei Survivor e dei Pride of Lions come del resto anche la conclusiva “Let Me Dream”, pezzo dal sapore anni ’80 come pochi. “Be The Believer” e “Gotta Get Out” hanno tuttti i trademark tipici dei pezzi dei Work of Art, grandi melodie, un cantato impeccabile e arrangiamenti formalmente perfetti. E se in “Another Night” è ancora forte l’influenza dei Survivor, in “This Isn’t Love” sono i Toto a fare capolino per un bel pezzo che possiamo ricollegare alle ultime cose di Lukather e compagnia. La forza del terzetto svedese rimane comunque quella di saper scrivere brani semplici ma di immediata presa come “Gotta Get Out” e ” Come Home”, quest’ultima dotata di un break centrale alla Dream Theater piuttosto inaspettato. Andando verso la conclusione del disco troviamo la saltellante “Destined To Survive” e una “What You Want From Me” che pure relegata come penultima canzone è decisamente una delle mie preferite. In conclusione un quarto disco che conferma i Work of Art come una delle band di punta del movimento AOR europeo e non solo, per chi cerca novità o originalità a tutti i costi si rivolga pure altrove.

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