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Museo della Diga del Gleno, ecco il progetto

Il primo dicembre 2023, anniversario del centenario della tragedia della Diga del Gleno, sembra lontano, tuttavia per chi sta lavorando ai preparativi la data non consente di prendersela con comodo, soprattutto se gli obiettivi sono importanti.

Per celebrare come si deve il ricordo delle tante persone che perirono nel crollo della diga (356, ma il dato sembra sottostimato) e per non disperdere la memoria di quegli eventi, in Val di Scalve si sono messe in modo diverse iniziative: l’ultima è la candidatura a Luogo del Cuore del Fai avvenuta nei giorni scorsi.

Gli sforzi si stanno concentrando sia sullo studio dei documenti, sia sulla realizzazione delle opere necessarie a equipaggiare l’area con strutture adeguate all’arrivo dei visitatori, negli ultimi anni sempre più numerosi.

Con un investimento complessivo di circa 130.000 euro, sostenuto dal Comune di Vilminore e dal Parco delle Orobie Bergamasche, si sta lavorando per la realizzazione di un punto di accoglienza presso quello che resta dello sbarramento artificiale.

Ma il progetto più ambizioso resta il Museo della Diga del Gleno, un’opera dal costo di circa 1.300.000 euro, finanziati dal Ministero dell’Economia e Finanze.

Disposto su 3 livelli, avrà nel seminterrato spogliatoi e bagni (fruibili agli utenti del parco giochi, palestra e museo), bookshop, spazio dedicato alla palestra per il fitness e l’accesso alla parete d’arrampicata, alta 12 metri; al piano terra una parte dei locali (circa la metà) sarà ancora dedicata al fitness, mentre la restante all’auditorium del museo; tutto il primo piano sarà destinato al museo (con innovazioni multimediali per rivivere dal punto di vista sensoriale, il crollo della diga). Fuori, un anfiteatro da 200 posti accessibile anche a persone con disabilità.

Prosegue anche l’attività di ricerca sui documenti legati alla realizzazione e al disastro, già nel 2018 era stato avviato il progetto di un Archivio della Memoria volto a raccogliere testimonianze in modo capillare.

Nei giorni scorsi è stato attivato anche il servizio di bus navetta.

“Sono molto contento del risultato che si sta ottenendo – afferma il sindaco di Vilminore Pietro Orrù -: è la dimostrazione che la diga del Gleno ha una valenza sempre più sovra locale. La commemorazione della tragedia averrà nel migliore modo possibile anche grazie alla realizzazione di questo museo ed è un’ulteriore prova che il lavoro di squadra avviato in Val di Scalve sta portando risultati che fino a un anno fa erano insperati. Grazie a tutte le istituzioni ed enti che in questo momento ci sono vicini”. Anche l’assessore regionale alla Cultura Stefano Bruno Galli ha riconosciuto l’importanza della realizzazione della struttura museale.

A seguire le immagini dello studio di progettazione.

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