Home Notizie Addio a Siegbert Löwi, scampò ai lager nazisti grazie a Gandino

Addio a Siegbert Löwi, scampò ai lager nazisti grazie a Gandino

Siegbert Löwi

Se ne è andato negli Stati Uniti all’età di 87 anni, dopo aver mantenuto vivo per un’intera vita il grato ricordo dei gandinesi che salvarono lui e la sua famiglia dalla deportazione nazista. Siegbert Löwi viveva a Miami e nei cupi anni ’40, ancora bambino, aveva trovato rifugio insieme alla madre Mariem e alla sorella Marina.

Gli Ebrei ospitati a Gandino con grandissimo rischio da diverse famiglie negli anni ‘40 furono almeno 63, sorretti da un’incredibile rete di solidarietà. Una storia rimasta praticamente sconosciuta ai più per tanti decenni, poiché poco o nulla traspare dai documenti ufficiali e perché, al tempo, in paese tutti sapevano ma nessuno mai parlò.

A squarciare il velo su una grande storia di umana solidarietà fu una ventina di anni fa Marina Löwi, sorella di Siegbert, morta nel 2017. Marina ottenne dallo Yad Vashem israeliano il titolo di “Giusto fra le nazioni” (unica onorificenza civile dello Stato d’Israele) per le persone che più direttamente ospitarono la sua famiglia: Bortolo e Battistina Ongaro (che per primi ospitarono direttamente la famiglia Löwi) Vincenzo Rudelli (al tempo sindaco di Gandino) e Giovanni Servalli (impiegato comunale) che provvedevano per i documenti di copertura, nonché i coniugi Francesco Lorenzo e Maria Chiara Carnazzi Nodari , che ospitarono successivamente i Löwi nella cascina di Prat Serval, poiché in paese tutto era divenuto più rischioso.

Il padre, Leopold (Lipa) Löwi, era in Belgio nel 1942 quando fu catturato e deportato ad Auschwitz, dove morì come milioni di Ebrei. Negli anni a Gandino Mariem Löwi divenne sui documenti “Maria Loverini” (cognome del noto pittore gandinese che fu direttore dell’Accademia Carrara), mentre i figli divennero rispettivamente Marina e Gilberto Carnazzi. Ad unire i Löwi alla famiglia Ongaro che per prima li ospitò ci fu il particolare legame fra i bambini. Addirittura il destino volle che Giuseppe Ongaro (figlio di Battistina e Bortolo) fosse nato lo stesso giorno, mese e anno di Siegbert, nel 1933. Successivamente i bambini furono accolti dalle Suore di Maria Bambina a Gazzaniga, dove solo parroco e superiora conosceva la storia di quei piccoli “Carnazzi”.

Siegbert Lowi a Gandino con Maria Ongaro (seconda da sinistra), i familiari ed il sindaco di Gandino Elio Castelli

«Negli anni – spiega Maria, nipote dei coniugi Ongaro – abbiamo mantenuto uno strettissimo legame con la famiglia Löwi. Marina, viveva nel New Jersey ed è mancata tre anni fa, mentre Sig da Miami era tornato a visitare Gandino lo scorso ottobre, incontrando anche il sindaco Elio Castelli. Nonostante l’insorgere di qualche problema di salute, aveva voluto fortemente quel viaggio con la moglie Ellen Brown e tre dei suoi quattro figli per raccontare ai familiari, direttamente a Gandino, la solidarietà che aveva ricevuto da gente umile e generosa. Ricordo i momenti intensi passati insieme, in particolare la visita al cimitero alle tombe dei miei nonni, di mio padre Bepi, di Vincenzo Rudelli, Giovanni Servalli e dei coniugi Carnazzi. Mi raccomandò di non dimenticare mai la storia vissuta dalle nostre famiglie».

Ad esprimere il cordoglio della comunità gandinese anche le parole del sindaco Elio Castelli, che ricorda «l’infinita riconoscenza sempre mostrata dagli esuli salvati e il luminoso esempio di tanti gandinesi che in una fase cruciale della storia seppero scegliere senza indugio l’umana solidarietà».

I funerali di Siegbert Löwi saranno celebrati lunedì 29 giugno alle 11 (le 17 in Italia) a Miami. I gandinesi seguiranno i funerali attraverso una specifica diretta web.

2 COMMENTI

  1. É grazie a questa gente a questi fatti, che sono fiero di essere Bergamasco. Grazie per quello che avete fatto nei confronti dei più deboli ed in pericolo di vita, brava gente di Gandino!

  2. É morto un Uomo che conosceva il significato del termine riconoscenza. Un Uomo che ha provato sulla sua pelle gli orrori del nazifascismo. É morto un frammento di Memoria.

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