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Povertà educativa, in aiuto ai ragazzi anche in tempi di pandemia

È una situazione difficile quella in cui il progetto “SpaceLab – Laboratori di comunità educante ed inclusiva” si è trovato ad operare a seguito dell’emergenza Coronavirus. L’iniziativa, progetto selezionato da “Con i Bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, vede impegnati gli ambiti Territoriali della Valle Seriana (alta e bassa) del Sebino (alto e basso) e della Valle Cavallina con alcune cooperative, scuole e associazioni.

I territori sono quelli maggiormente colpiti dall’epidemia: le comunità si sono trovate a fare i conti per un lungo periodo con scuole chiuse e la prescrizione del distanziamento fisico. C’è stato smarrimento, incertezza, paura. Interventi avviati che improvvisamente si sono interrotti, attività programmate divenute improvvisamente irrealizzabili.

Impossibile trovarsi, fare riunioni, incontrarsi per discutere di prospettive e alternative. Difficile interloquire con enti locali, giustamente coinvolti nella gestione dell’emergenza sanitaria. Complicato interagire con le scuole, private dall’oggi al domani del loro più grande strumento: la relazione con i ragazzi. Nonché alle prese con l’urgenza di mettere in campo un modo totalmente nuovo di fare didattica. Il tutto in un clima caratterizzato dal suono incessante delle ambulanze e dalle continue notizie del ricovero di un conoscente, un parente, un collega.

Ma, dopo lo smarrimento iniziale, il viaggio è ripreso. «Con la consapevolezza della necessità di mettersi in gioco a supporto delle scuole e del territorio – sottolineano i promotori -. Coscienti del rischio che la situazione drammatica che si stava vivendo potesse sfociare anche nell’abbandono del percorso scolastico da parte dei ragazzi più fragili e con meno strumenti per affrontare l’isolamento e la didattica a distanza. Consapevoli della necessità di mettere in capo risorse per alleviare la percezione di solitudine di studenti e famiglie».

Diversi gli interventi a distanza già attivati. Ci sono sportelli di ascolto, in cui attraverso le diverse piattaforme web i ragazzi possono mettersi in contatto con educatori e psicologi che hanno già conosciuto all’interno della propria scuola. Non mancano incontri pomeridiani in piccoli gruppi: spazi compiti a supporto dell’apprendimento, ma anche laboratori e momenti di incontro, volti a sostenere la motivazione, affrontare le criticità, riorientare i percorsi. E poi interventi di supporto personalizzati per ragazzi segnalati dalle proprie scuole perché sono stati persi di vista o perché in difficoltà con la didattica a distanza. Interventi di mediazione culturale per supportare famiglie di origine non italiana segnalate dalle scuole nell’accedere alla didattica a distanza. Incontri di formazione a distanza per genitori, per sostenere le famiglie e favorire il confronto. E ancora: laboratori on line per orientare i ragazzi delle medie nella scelta del percorso scolastico successivo.

È stato attivato anche un canale youtube, con alternarsi di dirette e di video tutorial che proporranno attività per e con i ragazzi di medie e superiori. Uno spazio in cui i ragazzi saranno protagonisti e in cui potranno discutere, confrontarsi, mettere a disposizione di altri pari le proprie capacità e competenze. «Perché va tenuto conto che un dato forte che è emerso nella situazione di emergenza è la capacità di resilienza dei ragazzi e la loro disponibilità nel mettersi in gioco», aggiungono i promotori del progetto.

Nel frattempo, si sta lavorando a un’altra grande sfida: capire come poter essere di supporto alle attività per il periodo estivo attivate da enti locali, oratori, realtà educative. «Gli interventi aggregativi estivi “classici” (Cre, Grest, ecc.) non potranno essere realizzati, ma è indispensabile pensare a esperienze che promuovano socialità, appartenenza, relazione. Esperienze che rimettano i ragazzi al centro e che ne valorizzino l’impegno, le capacità, le competenze. SpaceLab sta lavorando con altri interlocutori istituzionali e non del territorio per disegnare nuove forme, nuove opportunità».

«Abbiamo vissuto momenti di grande disorientamento, poi ancora una volta ha prevalso lo spirito innovativo e la volontà di continuare a lavorare per perseguire gli obiettivi progettuali, anche in un contesto completamente nuovo e diverso da quello che avevamo immaginato inizialmente», spiega Gilberto Giudici, responsabile del progetto “Spacelab”

«Questo progetto non ha dimenticato i bambini, i ragazzi e le loro famiglie. L’impegno è quello di trovare nuove forme e opportunità nel territorio affinché si possano promuovere forme di socialità rispettando tutte le linee guida e i parametri di benessere e protezione della salute. Questo comporta un cambio radicale ed uno sforzo comune per far si che questo viaggio intrapreso prenda una nuova forma, rispondente ai bisogni lasciati e ai nuovi bisogni che si presentano, mantenendo alta l’attenzione per le famiglie più fragili”», dichiara Antonella Luzzana, presidente dell’assemblea dei sindaci della Val Seriana Superiore e Val di Scalve.

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