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Leffe, un murale per ricordare don Battista Mignani

Resta vivo e forte il ricordo di don Battista Mignani a Leffe. Soprattutto nel cuore dei giovani. Proprio da loro è partita l’idea di dedicargli un murale su una parete esterna dell’oratorio.

L’opera è stata realizzata nell’ambito di un laboratorio proposto durante il centro estivo. Un’attività che ha coinvolto gli adolescenti di prima e seconda superiore insieme all’artista Wiz Art (William Gervasoni), conosciuto anche per il murale da 140 metri realizzato lungo la strada che porta a Selvino.

«Lo stesso laboratorio è stato realizzato anche negli oratori di Casnigo e Gandino – spiega il parroco di Leffe, don Giuseppe Merlini -. I ragazzi hanno rappresentato passato, presente e futuro, ovvero quello che abbiamo vissuto, quello che viviamo adesso e quello che vogliamo vivere. Ogni murale è legato a una parola e a Leffe i nostri adolescenti hanno voluto che ci fosse anche il volto di don Battista».

Il sacerdote, originario di Semonte, è morto a marzo, nel pieno dell’emergenza Covid. Aveva 74 anni e dal 2015 era a Leffe come vicario parrocchiale. Come in altre comunità dove aveva svolto il suo ministero, aveva saputo conquistarsi la simpatia e l’affetto dei giovani grazie alla sua capacità di entrare in sintonia con la gente.

Come si può vedere nella foto, il murale mostra il volto di don Battista accanto alla scritta “Ricordo”. Vicino le parole: «Sii te stesso! Come umile creatura con altre creature in un mondo meraviglioso. Don Battista».

Sulla pagina Facebook dell’Oratorio San Martino di Leffe l’iniziativa è stata presentata così: «Nella memoria di ciascuno di noi rimarrà questo: il tuo volto, il tuo sorriso, le tue parole. In una tua predica dimenticata nel tuo armadietto abbiamo trovato queste tue meravigliose parole:

Sii te stesso!
Come umile creatura
Con altre creature
In un mondo meraviglioso
Da amare e rispettare.
Dove sei solo amato
Da un padre “esagerato”
Nell’amore e nel perdono
Al quale non devi nulla!

Ne abbiamo riportato un pezzetto, significativo, accanto al tuo volto che rimarrà per sempre impresso lì, nel tuo Oratorio.
In quel luogo che tu hai tanto amato, dove ci hai fatto sentire l’amore di Dio nella risata di un bambino.

Grazie. Per la tua testimonianza di vita, per i tuoi insegnamenti, per il tuo amore incondizionato per la nostra amata Chiesa.

Arrivederci don, ti salutiamo così, con le lacrime agli occhi e la voce che trema, affidandoti al Signore che ti ha guidato per tutta la tua vita e alla nostra Mamma Celeste che ti ha amato di un amore infinito, proprio come hai fatto tu con lei.
Continua a far risplendere su di noi quel tuo sorriso pieno di amore che ogni giorno, passando per il nostro Oratorio, ci ricorda quale grande uomo, sacerdote e amico sei stato per ciascuno di noi».

1 COMMENTO

  1. Non si offenda il Gervasoni, ma i visi raffigurati nei suoi murales (visto anche quello Nembro vs Lonno) non sono un gran chè.
    Io eviterei di cimentarmi nei visi se fossi in lui.

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