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Racconti di ieri, il canonico Vincenzo Agazzi

Il canonico Vincenzo Agazzi, componente di una delle famiglie più illustri della società nel ‘700, a cui i clusonesi hanno dedicato la via dietro la sua casa, era nato nel 1758 e morto nel 1819. Dottore in teologia era uno straordinario predicatore.

“Era anche un geniale scrittore – spiega Mino Scandella -. Lasciò alla biblioteca del clero di Clusone una serie di scritti di Bernardino Baldi, poi andati dispersi. Ha vissuto in tempi pericolosi con l’invasione francese che mise fine al dominio di Venezia. I cisalpini gli proibirono di predicare e dovette nascondersi e fuggire. Con la rivolta del 1797, finita con la condanna a morte di Luigi Bana, il canonico Agazzi uscì con il rischio di essere arrestato e accompagnò il povero Bana al patibolo”.

“Agazzi sarà una figura chiave in successive dispute, riuscirà ad esempio a riappacificare gli animi anche con l’avvento degli austriaci, sedando i desideri di vendetta con il cambio delle insegne nelle sale del governo”.