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Processo Morandi, in Corte d’Appello sentenza rinviata

Il palazzo di giustizia a Brescia (foto Google Earth)

Era attesa ieri, mercoledì 26 gennaio, la sentenza dei giudici della Corte d’Appello sulla vicenda dei milioni spariti dai conti correnti di alcuni clienti della filiale private banking di Intesa San Paolo a Fiorano al Serio. Il principale imputato è l’ex direttore della filiale (ed ex sindaco di Valbondione) Benvenuto Morandi.

Nella prima udienza del 3 novembre accusa e difesa avevano presentato le rispettive richieste. La Procura generale ha chiesto per Morandi 4 anni e 8 mesi, più della condanna rimediata in primo grado nel 2016 (4 anni con il rito abbreviato). Gli avvocati della difesa hanno invece invocato l’assoluzione.

Ricordiamo che Morandi era già stato condannato per i falsi resoconti che mascheravano il pessimo andamento degli investimenti effettuati per conto di numerosi risparmiatori.

I giudici della Corte d’Appello hanno rinviato la sentenza. Intendono infatti risentire i due principali protagonisti della vicenda: oltre a Morandi, il suo principale cliente e accusatore Gianfranco Gamba. La questione è: Gamba sapeva dei movimenti sui conti suoi e dei suoi famigliari oppure era all’oscuro dei milioni indirizzati verso l’alta Val Seriana per finanziare l’allora società degli impianti Sviluppo turistico Lizzola, di cui Morandi era amministratore di fatto? Sembra questo l’aspetto su cui i giudici vogliono fare chiarezza.

Secondo il Corriere Bergamo Morandi pare intenzionato a rispondere alle domande dei giudici (potrebbe anche avvalersi della facoltà di non rispondere). Gianfranco Gamba sarà ascoltato come testimone il 6 aprile. Quel giorno potrebbe anche arrivare la sentenza.