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Asta del Serio, l’Unione va in stallo

Il sindaco di Piario Pietro Visini (a sinistra) e quello di Ardesio Yvan Caccia

Questa mattina si è riunita l’assemblea dell’Unione dei Comuni dell’Asta del Serio, di cui fanno parte Ardesio, Villa d’Ogna e Piario. C’era anzitutto da convalidare la nomina dei nuovi rappresentanti di Ardesio, dopo le elezioni che hanno riconsegnato il paese alla Lega. Bisognava poi nominare il nuovo presidente e la Giunta. Ma questo passaggio non è andato a buon fine. 

L’assemblea è stata convocata dall’ex sindaco di Ardesio Alberto Bigoni, ancora formalmente presidente malgrado il suo gruppo (la lista civica «Ardesio Unita») abbia perso le elezioni e sia ora in minoranza. Bigoni si è limitato ad aprire la seduta per poi lasciare il posto, come da statuto, al rappresentante più anziano: il sindaco di Piario, Pietro Visini.

Quest’ultimo non ha tergiversato e ha chiesto al nuovo sindaco di Ardesio Yvan Caccia cosa intendesse fare con l’Unione. Appena insediato, Caccia ha più volte espresso l’intenzione di rivedere il percorso verso la piena operatività dell’ente. Soprattutto alla luce della scadenza del 1° luglio, giorno previsto per il trasferimento delle funzioni, del personale e del bilancio da parte dei Comuni.

«In queste prime settimane la nostra Giunta ha compiuto approfondimenti – ha risposto Caccia -. In generale, possiamo dire che c’è un interessamento ad alcune funzioni che l’ente può sviluppare e una contrarietà rispetto ad altre. Ci siamo chiesti, però, se sia giusto che un’amministrazione comunale appena insediata debba fare le corse per condividere dei servizi unicamente perché entro l’11 luglio bisogna presentare domanda di finanziamento alla Regione». Quindi, il primo cittadino di Ardesio ha chiesto all’assemblea di rinviare tutto al 31 dicembre, «per fare ulteriori approfondimenti e valutare costi e benefici». Caccia ha poi aggiunto: «Vogliamo cogliere le occasioni che l’Unione può dare, ma non ci sentiamo di fare una scelta così importante per la nostra comunità perché c’è un finanziamento ipotetico della Regione».

Un momento dell'assemblea
Un momento dell’assemblea

Visini ha quindi sollecitato una pausa dei lavori per permettere un confronto tra i rappresentanti di Piario e Villa d’Ogna e della minoranza di Ardesio. L’assemblea è ripresa con la proposta ad Yvan Caccia di diventare il nuovo presidente dell’Unione, previa rinuncia degli altri due sindaci a cui sarebbe toccato per statuto. Proposta che però il primo cittadino di Ardesio ha respinto. «Mi sembra un’arma di ricatto, sfruttando un cavillo dello statuto – ha detto Caccia -. Non sono disposto a fare il presidente, soprattutto in questa fase».

«Non è un’arma di ricatto – ha voluto precisare il vicesindaco di Villa d’Ogna, Luca Morandi -. Questa proposta deriva dal fatto che siete intervenuti in un processo già in corso e che forse nemmeno condividete. L’intenzione è quindi quella di coinvolgervi direttamente affinché questi sei mesi siano davvero proficui. Il timore è di perdere tempo per l’ennesima volta».

Caccia, però, è rimasto fermo sulla sua posizione. Alla fine si è deciso di rinviare la nomina di presidente e giunta in attesa che i tre sindaci si incontrino e trovino il modo di uscire dall’impasse. Anche perché da oggi l’Unione è priva di una guida. Senza un nuovo presidente, doveva restare Alberto Bigoni. Ma, per una questione di opportunità, l’ex sindaco di Ardesio ha preferito dare le dimissioni. Il rischio, evidenziato dallo stesso Bigoni, è che se non si supera in fretta lo stallo potrebbe aprirsi la strada a un commissariamento dell’ente.

Ovviamente è saltata anche la scadenza del 1° luglio. «Se non ci fosse stata, da parte dell’assemblea dell’Unione, la decisione di far iniziare il percorso dal 1° di luglio ma, ad esempio, dal 1° gennaio 2016 o dal 1° gennaio 2017, di tutti questi problemi non staremmo parlando. Nel primo caso avremmo già un’Unione funzionante, nel secondo ci staremmo preparando alla partenza e per noi ci sarebbe stato tutto il tempo per giudicare se valeva la pena proseguire oppure no», ha commentato Caccia al termine della seduta.

 

3 COMMENTI

  1. Se qualcuno fosse riuscito a controllare la sua bulimia di cariche,ed avesse dedicato un pò più di tempo a coloro che l’avevano votato per fare il sindaco,non si sarebbe a questo punto dinuovo con i leghisti al comando. Meditate militanti del pd,Renzi non é un buon esempio segretario pd,presidente del consiglio ecc.
    Il sindaco dovrebbe fare il sindaco,una carica é più che sufficiente se si vuol farla bene! Basta politici con più cariche,questo dovrebbe valere anche per l’attuale sindaco presidente.
    La politica NON DEVE DIVENTARE UNA PROFESSIONE!

  2. È quel che siamo tutti: dilettanti. Non viviamo abbastanza per diventare di più.Politica non è un mestiere, è un servizio. Ma nel senso di servire, non di servirsi o circondarsi di servi.

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