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THE BULLHOUNDS To Rock & To Serve

Secondo lavoro per i Bullhounds, band che annovera tra le proprie file due ex componenti dei Georgia Satellites, ovvero il chitarrista Rick Richards ( visto anche nella band dell’ex Guns ‘n’Roses Izzy Stradlin ) e il batterista Mauro Magellan. Insieme a loro il bassista Keith Christopher ( che aveva fatto parte della primissima incarnazione degli stessi Georgia Satellites ) e il cantante danese Erling Daell.

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Nella loro biografia è possibile leggere alla voce “influenze” i nomi di The Black Crowes, Jet, The Hives, Ramones e Neil Young & Crazy Horse. Questo dovrebbe bastare per inquadrare il genere proposto dai nostri, rock’n’roll di matrice classica con qualche spruzzata di punk’n’roll qui e la. Ma è indubbio che seppure non citati, i Georgia Satellites restino la principale figura di riferimento, cosa del resto abbastanza inevitabile se pensiamo che 3/4 della band a conti fatti viene da lì. Si inizia subito con il piede giusto con “Ain’t Easy Being Cool”, molto alla Neil Young periodo Crazy Horse , seguito dal singolo “Inside My Head” e qui lo spirito dei Georgia Satellites è ben evidente, unica differenza la voce di Daell che rispetto a Dan Baird è meno nasale, meno particolare ma adatta al contesto. Anche quando i ritmi aumentano come in “Everybody For Themselves” il quartetto dimostra di saperci fare, anche perchè Richards è un signor chitarrista, cresciuto alla scuola dei grandi degli anni ’70 e lo dimostra anche nell’uso copioso della slide. Sono ben 14 le canzoni che compongono il disco ( 12 nella versione non “fisica” ), ideali da ascoltare in macchina in questo periodo estivo con il finestrino abbassato, perchè pezzi come “Call Me The Victim”, “Jack and no Spare” e “Dirty Pool Player” sono l’esempio di cosa voglia dire suonare rock’n’roll ai tempi nostri senza risultare per questo datati o anacronistici.

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