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KAATO – St

Primo lavoro per questa nuova band nata dall’incontro del cantante/chitarrista australiano Kurt Lowney con il cantante/chitarrista/produttore americano Mitch Malloy, personaggio parecchio noto nell’ambito del melodic rock. A completare la formazione sono stati chiamati il bassista Mika Nuutinen e il chitarrista Tristan Avakian ( Red Dawn ), mentre sul disco le parti di batteria sono affidate a Greg Morrow e quelle di tastiera a Michael Webb.

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L’album è stato completamente realizzato a Nashville negli studi di Malloy, che negli ultimi anni oltre ad essere tornato sulle scene come musicista si è creato una seconda vita artistica come produttore. Un disco questo in cui si respira il grande amore di Lowney e Malloy per un certo classic rock’n’roll di band come Aerosmith, Hanoi Rocks, Led Zeppelin e in generale verso sonorità appartenenti agli anni ’70 -’80, peraltro perfettamente catturate dallo stesso Malloy a livello di produzione. Si parte con “SDRnR” ovvero “Sex, Drugs & Rock’n’Roll”, una vera dichiarazione d’intenti che coglie subito nel segno, richiamando i Jerusalem Slim di Michael Monroe e Steve Stevens. Rock’n’Roll sguaiato e vizioso anche in “Time Stands Still” in cui si può apprezzare la cura dei cori, e d’altronde quando si può vantare uno come Malloy in veste di seconda voce la cosa è abbastanza scontata. “It’s All Happening Now” sterza invece verso una sorta di melodic rock ad ampio respiro e insieme a “Only a Day Away” mette in mostra il lato più melodico e ricercato della musica dei Kaato, probabilmente quello più vicino alle cose più classiche di Malloy. Ma è indubbiamente il rock’n’roll a farla da padrone in questa opera prima dei Kaato e allora sotto con “Clean As a Whistle” e con il singolo “High Time”, in cui possiamo apprezzare l’attitudine di Lowney, perfetta per questo tipo di suono. Non ho citato a caso i Jerusalem Slim perchè secondo me in diversi momenti del disco si respira la stessa elettricità che era presente in quel disco, merito soprattutto di Avakian, chitarrista molto tecnico che ha messo le sue notevoli capacità ( chi si ricorda dei Red Dawn lo potrà confermare ) al servizio di un suono molto “classico”, proprio come fece Steve Stevens durante la sua breve parternship con Michael Monroe. Possiamo anche ritrovare echi dei Led Zeppelin in “I Don’t Love You”  e degli Aerosmith nella ballatona “Like a Blade”, mentre il finale ci regala ancora tanto rock’n’roll con “Colder” e soprattutto “You Lose”, pezzo che immagino in sede live diventare travolgente. Complimenti ai Kaato, un disco assolutamente riuscito e fresco che stazionerà diverso tempo nelle vostre playlist se gliene darete la possibilità.

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