Album of the week

DON BARNES – Ride The Storm

Pregevole ripescaggio da parte dell’etichetta australiana Melodic Rock Records di questo lavoro solista per il leader dei 38 Special Don Barnes, registrato verso la fine degli anni ’80 e rimasto fino ad ora in qualche cassetto a prendere polvere.

Un lavoro di cui si era sempre parlato molto negli anni, anche per la presenza di un nugolo di grandi musicisti chiamati ad aiutare Barnes, che adesso finalmente possiamo sentire all’opera, tra cui dobbiamo citare i fratelli Porcaro ( Toto ) al basso e batteria, Dan Huff e Alan Pasqua dei Giant alla chitarra e tastiere e il batterista Denny Carmassi ( Montrose, Heart, Whitesnake ).  “Ride The Storm” è aperto dalla title track, un brano che ricorda sicuramente la band madre 38 Special, che da sempre ha saputo fondere due genere diversi come Melodic Rock e Southern Rock, ottimo lavoro dei fratelli Porcaro alla sezione ritmica e un Barnes molto ispirato. Con “Looking For Love ” entriamo in territori più marcatamente AOR, tra Foreigner e Toto, per un ottimo risultato finale. Sulle stesse coordinate si muove anche “Don’t Look Down”, mentre “Maybe You’ll Believe Me Now” è devota al verbo Toto al 100%, con le tastiere di Pasqua in bella evidenza. “I’D Do It All Over Again” ha trame chitarristiche che potrebbero ricordare i Def Leppard di “Hysteria” ma con ritornello talmente anni ’80 che sembra di fare un viaggio nel tempo a ritroso a bordo della Delorean di Doc Brown di “Ritorno al Futuro”. Buone vibrazioni anche con “Feelin’ Stronger Than Ever” e “Johnny Ain’t So Cool”, mentre “After The Way” è uno dei pezzi migliori del disco, mid tempo avvolgente guidato con sapienza dalla voce di Barnes. L’album esce in una versione a due dischi, nel secondo, che gode di un mix alternativo, troviamo tre pezzi in più in versione demo , tra cui segnalerei la ballata “Looking For Juliet”, altro pezzo molto influenzato dai Toto. In definitiva un disco che farà molto felici coloro che sono legati al tipico AOR degli anni belli, con tutti i pregi ( tanti ) e difetti ( pochi ) che questo comporta, primo tra tutti la produzione che magari a qualcuno potrà sembrare troppo datata, ma che è figlia di un tempo in cui pro tool e trigger vari non facevano ancora parte del nostro lessico. In conclusione segnalo che sia questo che tutti gli altri prodotti targati Melodic Rock Records vengono ora distribuiti in Italia da una nuova realtà, la Sound Trek Distributions, che permette a tutti quanti di poter aver accesso in modo molto più semplice ai prodotti dell’etichetta australiana ( insieme a quelli di molte altre piccole etichette dedite al rock melodico e all’hard rock in generale ).

 

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