Home Bergamo Con La Valigia Dall’Italia alla Svizzera con nel cuore Clusone: la storia di Daniela Mori

Dall’Italia alla Svizzera con nel cuore Clusone: la storia di Daniela Mori

«Il numero degli italiani in Svizzera continua a crescere». A prendere il polso al fenomeno migratorio è Daniela Mori, clusonese che da diversi anni vive nel Cantone Ticino, nella zona di Lugano, dove è recentemente diventata componente del direttivo del locale Circolo dei Bergamaschi nel Mondo.

«Il numero degli italiani è in aumento – afferma Daniela -, anche come residenti, non solo come frontalieri. I residenti stanno aumentando e non parlo solo di bergamaschi, ci sono anche numerosi calabresi e abruzzesi. I nostri connazionali si trovano anche ad alti livelli professionali».

La pandemia ha frenato il fenomeno migratorio? «Sembra proprio di no – risponde – anzi pare avere dato una nuova spinta. Molti connazionali sui social cercano consigli per venire in Svizzera in cerca di occupazione. Soprattutto chiedono informazioni sul green pass, in particolare se sia necessario per potere lavorare e in che modo viene gestito il monitoraggio della pandemia. Purtroppo noto molta disinformazione sia per quanto concerne l’ottenimento del permesso di lavoro (per frontalieri o residenti), sia in relazione al costo della vita e ai salari. Inoltre a breve cambierà la tassazione per i frontalieri. Meglio cercare informazioni in modo non superficiale».

Il Circolo dei Bergamaschi nel Mondo in Ticino

In Ticino è attivo un circolo dell’Ente dei Bergamaschi nel Mondo in cui sono presenti orobici di prima, seconda e terza generazione, a cui ultimamente si sono affiancati anche nuovi innesti da poco arrivati in Svizzera.

«Gli iscritti sono circa 200 – continua Daniela – un bel numero, senza contare che il nostro non è l’unico circolo in Svizzera. E’ un punto di riferimento per tante persone e un’occasione per poter fare quattro chiacchiere tra connazionali. Permette anche di salvaguardare alcune nostre tradizioni. Lo scorso anno siamo stati molto dispiaciuti di non avere potuto organizzare forse la festa più bella, quella di Santa Lucia con la “panettonata”, la sottoscrizione a premi e l’arrivo della Santa sul dorso di un asinello. I bambini erano molto contenti che Santa Lucia riuscisse ad arrivare anche a Lugano».

Ed è bello anche parlare in dialetto ogni tanto, non solo in italiano. «Lo insegno ai miei bambini – prosegue – e penso che sia una buona cosa mantenere le radici anche sotto questo punto di vista. E’ stupendo ritrovarsi tra bergamaschi, sparsi per tutto il Ticino, per stare insieme per una castagnata, per fare quattro chiacchiere o per una gita tutti insieme».

La voglia di tornare a casa non passa mai

«Siamo vicinissimi, sono circa due ore di auto, ma è bello potere tornare a casa – si confessa Daniela -. A me piace tantissimo riaprire la porta dei miei a Clusone e condividere con gli amici le cose che viviamo oltre confine, soprattutto quelle che fanno un po’ sorridere. Per questo lo scorso anno non potere trascorrere il Natale con la mia famiglia è stato molto difficile. Era necessario rispettare tutte le regole. Spero le prossime festività siano davvero migliori».

“Con la pandemia sono emerse differenze tra l’Italia e la Svizzera”

«Per prima cosa penso che ci siano diversità quando si fanno i conti con la salute – racconta -. In Svizzera, in Ticino, l’assistenza sanitaria è privata e assicurativa. Esiste un’assicurazione di base obbligatoria e poi ci sono le complementari, legate a singoli aspetti (occhiali, dentista…). Il premio assicurativo incide molto sullo stipendio e questa è una differenza importante. Anche la socialità e le competenze linguistiche sono aspetti completamente diversi».

«Dal punto di vista dell’immigrazione gli uffici sono molto competenti. Porto come esempio la mia esperienza personale:  hanno aiutato molto la mia famiglia con le richieste. Penso a quando ho cambiato tipologia di permesso di residenza: ho incontrato persone gentilissime. Il documento è arrivato quasi immediatamente. Ovvio: devi soddisfare determinati criteri».

«Altre differenze emergono anche nel mondo del lavoro, per prima cosa per quanto riguarda il tasso di disoccupazione più basso. Ci sono differenze anche sulla gestione del part time. Qui tantissime donne hanno avuto da subito questo profilo contrattuale senza incontrare problemi nella gestione della propria famiglia».

Il lago di Lugano visto dal Monte Bre
Il percorso 

«Ho frequentato tutte le scuole dell’obbligo a Clusone (ndr. alle superiori il linguistico al Rezzara) – si racconta Daniela -. Ho iniziato a buttare l’occhio all’estero facendo la quarta liceo ai Caraibi con il programma Intercultura. All’università ho fatto l’Erasmus. Con il master ho frequentato 9 mesi di intership (“tirocinio”) con Undp (programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo). Poi sono tornata in Italia a lavorare. Dal 2014 mi sono trasferita in Ticino, prima a Bellinzona e poi nel Luganse. Quello che mi piaceva fare, sulla scia degli studi universitari, era aiutare gli altri nel mondo delle Ong e del no-profit. Ora mi sono fermata e ho fatto la mamma, di tre bimbi, per qualche anno. Penso che cercherò comunque lavoro in Ticino. Vediamo».

Le prospettive

E le prospettive? «Il 3 dicembre ci sono le elezioni del Com.it.es. (Comitati degli italiani all’estero) – spiega Mori -. Gli italiani residenti all’estero hanno un organismo che li può rappresentare al Consolato e per il quale raccogliere pareri e opinioni. Un modo per condividere le informazioni di tutti noi immigrati (ndr. Daniela è tra i candidati). L’altra cosa importante è l’opportunità di conoscere bene il posto in cui si risiede, per vivere al meglio nel posto che si è scelto e magari pensare di potere tornare a quella che è stata la nostra casa».

Un’intervista verrà trasmessa questa sera alle ore 19 su Antenna2 Tv, canale 88 del digitale terrestre. Segui via streaming sul sito www.antenna2.it.

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