Nei giorni scorsi, in seguito all’avviso di criticità per rischio neve diramato dalla Regione, la sindaca di Valbondione Sonia Simoncelli ha deciso di chiudere le scuole nella giornata di venerdì 1° febbraio. Una scelta che non tutti in paese hanno condiviso.
Sul tema abbiamo ricevuto e pubblichiamo questa lettera di Walter Semperboni:
Cara Redazione,
sono rimasto basito e con me molti paesani, nel leggere l’ordinanza sindacale inerente la chiusura delle scuole in quel di Valbondione, per presunto pericolo di enorme quantitativo di precipitazioni nevose. Questo mio disappunto nasce dal fatto che nonostante negli anni passati nevicasse maggiormente, nessun Sindaco abbia deciso la chiusura delle scuole.
In primis perché site in posto sicuro e secondariamente perché gli alunni del capoluogo mai abbiano avuto problemi a recarsi alle lezioni, a differenza degli alunni abitanti nelle frazioni. Tutto questo allarmismo non aveva altresì ragion d’essere, visto che Valbondione è un Comune montano incastonato tra le Prealpi Orobiche e non sicuramente sulla costa adriatica. Quindi se anche fossero scesi gli 80 centimetri, come previsto dai vari siti meteorologici, i nostri amministratori non avrebbero dovuto allarmarsi, ma impegnarsi per evitare disagi che purtroppo si sono avverati.
Ritengo vergognoso, constatare come molte auto nella serata di venerdì non abbiano potuto raggiungere la frazione di Lizzola (io compreso). Disdicevole e di una maleducazione inaudita condita a poco rispetto l’avere avuto la pessima idea di buttare la neve nella piazzetta del Monumento ai Caduti (allego foto), cosa pure questa mai successa negli anni scorsi.
Se il tutto non bastasse, pullman di linea, quindi equipaggiati, hanno avuto enormi problemi a recarsi a Lizzola e paesani non hanno potuto recarsi al lavoro perché le stradine interne al Paese sono state lasciate ad un infausto destino.
Il tutto risulta inconcepibile, visto che le abbondanti nevicate nulla sono state se non nella misura di 30/40 centimetri e molto più perché quest’anno l’appalto neve abbia avuto una maggiorazione di ben 25mila euro, quindi ci si augurerebbe un servizio migliore. Se venerdì a Lizzola ci fosse stato bisogno di un’ambulanza come si sarebbe risolto il tutto?
Volgendo al termine, di questa mia, credo come questo ingiustificato allarmismo, e questa inefficienza, abbiano dato un ulteriore scossone negativo al turismo del nostro paese, che purtroppo già non gode di ottima salute!!
Dum Romae (Valbondione) consulitur, Saguntum (Lizzola) expugnatur.. Mentre a Valbondione si delibera, Lizzola è espugnata!
Walter Semperboni



















