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THE TIP – Sailor’s Grave

Ci sono volte in cui le logiche del mercato discografico sono difficilmente comprensibili, come nel caso del quartetto dei The Tip, da Nashville, giunti con questo “Sailor’s Grave” al secondo album autoprodotto. Eh sì, perchè se posso capire che la band abbia realizzato il primo album senza il supporto di una casa discografica, non mi spiego davvero come per il loro secondo album nessuno si sia premurato di fare loro un contratto.

Formati nel 2014 da Benny Carl ( voce, chitarra e armonica ), Ricky Dover Jr. ( chitarra solista ), Dixie Carl ( batteria ) e Drew Ulrich ( basso ), poi sostituito dall’attuale bassista Robby Bote, i The Tip sono a mio avviso una delle migliori band di rock’n’roll partorite dalla sempre florida scena americana degli ultimi 10 anni. Prodotto e mixato da Chris Lohr, “Sailor’s Grave” contiene 9 tracce di esplosivo sleaze rock che confermano quanto di buono fatto dalla band di Nashville nel clamoroso debutto del 2015 ( disco da recuperare a tutti i costi se siete amanti del genere ). Si parte con “Struttin” in cui l’armonica di Benny Carl duetta con la chitarra di Ricky Dover in un pezzo che richiama alla mente gli Aerosmith di “Toys in the Attic”, che peraltro fanno capolino anche nella successiva “Rock n Roll Heaven” che vede ancora un gran lavoro di armonica e che deflagra in un tiratissimo finale che dal vivo farà sfracelli. “Ain’t Fakin’ It” gode invece di un flavour molto alla New York Dolls e vede un ottimo lavoro della sezione ritmica, perfetta nell’assecondare le scorribande dei due chitarristi. “Can You Smell The Money” è un fantastico affresco di sleaze rock che non avrebbe sfigurato nella discografia di qualche big band del Sunset Boulevard dei tempi d’oro ( Faster Pussycat ? ), così come “Get The Fuck Out”, altra fucilata tra Junkyard e Buckcherry che diventerà per certo uno dei momenti top dei loro live. Con “Corner Bag Blues” invece è l’amore per il blues a venire fuori con prepotenza, blues elettrico guidato dall’armonica di Benny Carl e dalla slide di Ricky Dover a cui si aggiunge il piano dell’ospite Tim Boucher, per un risultato finale da applausi a scena aperta. Andiamo verso la fine con “Whiskey and Coke”, altro pezzo che deve molto agli Aerosmith del primo periodo, mentre la title track posta in chiusura è totalmente diversa da tutto quello appena descritto, un mood quasi psichedelico in cui spicca il violino di Lillie Mae Rische, un brano che farebbe un figurone come colonna sonora della serie tv “Black Sails”, richiamando perfettamente l’artwork del disco. Ricapitolando: i The Tip sono in assoluto una delle migliori band di rock’n’roll che ci siano sulla piazza, supportarli è il minimo che ogni rocker degno di questo nome possa fare, augurandoci che prima o poi qualcuno capisca il reale valore della band e decida di proporre un contratto serio ai quattro rocker di Nashville. PS. Pur essendo un’autoproduzione “Sailor’s Grave” è stato anche stampato anche in vinile…per tutti i cultori un ulteriore invito all’acquisto direttamente dal sito ufficiale della band.

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