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AERODYNE – Breaking Free

Quante nuove band escono ogni anno dalla Scandinavia ? Tante, tantissime, forse pure troppe, in un mercato che spesso arriva al limite della saturazione. Fortunatamente non è il caso degli Aerodyne, 4 giovani virgulti provenienti da Goteborg, che con questo “Breaking Free” fanno il loro ingresso ufficiale nel variegato mondo dello sleaze/rock’n’roll.

Prodotto dalla band stessa, l’album viene pubblicato dalla italianissima Street Symphonies che ultimamente è entrata a far parte del nuovo gruppo Burning Minds Music, progetto anch’esso tutto tricolore che si pone l’obiettivo di dare voce alle numerose realtà melodic rock/sleaze/hard rock della scena tricolore e non solo, come nel caso appunto dei quattro svedesi. Si parte con “As Above, so Below”, sleaze rock’n’roll lanciato a tutta velocità in cui si sente anche un qualcosa di punk d’oltreoceano, soprattutto nel ritornello, seguito dal singolo “Comin’ For You” , più classicamente sleaze, tra Crashdiet e Hardcore Superstar. “Breaking Free” paga pegno in maniera quasi sfacciata ai Motley Crue di “Live Wire”, mentre è il profumo di L.A. Guns a farsi forte in “Aerodynamic”, anche se la voce di Daniel Almqvist non possiede la viziosità di quella del maestro Phil Lewis. “Pedal To The Floor” comincia quasi come una ballata ma si tramuta subito in un infuocato pezzo sleaze rock’n’roll dalla matrice quasi metal, ricordandomi quanto fatto dai loro connazionali Confess. “We All Live A Lie” è a mio avviso uno dei brani migliori del disco, hard rock di tipico stampo scandinavo con quel tocco sleaze che non guasta. “Until You’re Gone” pesca ancora a piene mani da un certo punk rock americano ( Offspring ), mentre “Setting Hell On Fire” è un altro assalto dal sapore quasi metal old school. “Run Away” esplora invece il lato più melodico del quartetto, almeno nel ritornello, il riff invece è decisamente anche qui old school, mentre la conclusiva “Back to Back” è un’altra finta ballata che poi si trasforma in un brano tirato come la maggior parte di quelli presenti sul disco. Un esordio sicuramente riuscito, c’è da crescere e da migliorare, e anche se personalmente avrei preferito una voce più “sporca”, consiglio l’ascolto a chi apprezza il genere.

 

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