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BUCKCHERRY – Warpaint

“Warpaint” è il disco numero otto ( esclusi live e ep ) per i losangelini Buckcherry, che arrivano a questo nuovo lavoro con grosse novità a livello di formazione. Non troviamo più infatti il chitarrista Keith Nelson, fondatore della band nel 1995 e neanche il batterista Xavier Muriel, che dal 2005, ovvero dalla data della reunion ufficiale della band dopo qualche anno dallo scioglimento, occupava il posto dietro le pelli del quintetto americano.

A loro posto troviamo Kevin Roentgen alla chitarra, ex frontman degli American Pearl, un solo bellissimo disco uscito nel 2000, e Francis Ruiz alla batteria , visto per un brevissimo periodo anche nei Great White. Con loro il chitarrista Stevie D, il bassista Kelly Le Mieux e ovviamente l’unico membro originale rimasto, il cantante e leader Josh Todd. Attendevo con un misto di curiosità e timore questo nuovo disco alla luce di questi cambiamenti ma soprattutto di quello che era stato lanciato qualche mese fa come singolo, una cover di “Head Like a Hole” dei Nine Inch Nails, che mi aveva lasciato molto perplesso, un brano già coverizzato in passato da molte band, Korn e Afi per esempio,  e che secondo la mia modesta opinione risultava essere una versione davvero poco riuscita. Fortunatamente posso affermare che all’interno del disco si tratta di un episodio isolato, essendo le restanti 11 canzoni molto più in linea con il classico sound dei Buckcherry. Infatti brani come “Warpaint”, “Bent” e “No Regrets” sono puro e semplice rock’n’roll , guidati come sempre dall’inconfondibile voce di Todd che a conti fatti rimane a mio avviso uno dei migliori frontman in circolazione.. Ma nel corso di questi ultimi anni i Buckcherry ci hanno abituato anche ad un approccio decisamente più radio friendly, pezzi come “Right Now”, “Radio Song” e “The Vacuum” posseggono quel tiro melodico/mainstream che gli ha permesso di uscire dal circuito dei club e diventare, soprattutto negli States, un nome di riferimento per tutta la scena. “Back Down” è giocata su un coro molto ruffiano e convince subito al primo ascolto, mentre “The Hunger” è la ballata che non può mancare, se “Sorry” è una delle vostre canzoni preferite della band, amerete anche questa. La conclusiva “The Devil in the Details” è scritta da Todd e Roentgen e se la ascoltate bene ricorda l’unico album a firma American Pearl di cui abbiamo parlato sopra. Escludendo la già citata cover, “Warpaint” è un altro disco molto solido a firma Buckcherry, per quanto mi riguarda una delle migliori band sulla piazza.

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