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TWELVE BACK STONES – Becoming

Arrivano da Pesaro i Twelve Back Stones e “Becoming” è il loro secondo lavoro. L’album è prodotto da Piero Foresti, già visto all’opera con diverse altre interessanti band italiane, e edito dalla Vrec Records, etichetta veneta che negli ultimi anni ha pubblicato diversi dischi di band italiane emergenti e di diversa estrazione musicale.

La band è guidata dalla bella voce di Jack Stone, a cui si aggiungono i due chitarristi Matteo Giommi e Michele Greganti e la sezione ritmica composta da Fabrizio Raffaeli al basso e Fabrizio Ricci alla batteria. “Liar” apre le danze all’insegna di un hard rock polveroso a stelle e strisce, la voce di Jack Stone,che in diversi momenti ricorda quella di Ian Astbury dei The Cult , guida un bel coro di facile e immediata presa. “Black Rose” mi ricorda proprio i The Cult di dischi come “Sonic Temple” mentre “On The Road” profuma di Black Stone Cherry e  in generale di quel suono di matrice sudista muscoloso che diverse band portano avanti negli ultimi anni ( i greci Soundtruck per esempio ). “Whiskey and Flower” è una semi ballata dal sapore molto classico e vicino alla tradizione del rock americano di Tom Petty e John Mellecamp, mentre con “Stars” i nostri mi hanno ricordato una band come i Gaslight Anthem, pezzo melodico e ricco di armonie vocali mutuate anche in questo caso dalla tradizione del suono americano più classico. Nella seconda parte troviamo due bei pezzi rock’n’roll come “Take Me Higher” e “Wild Sun”, mentre la chiusura del disco è affidata a “Anytime”, un brano dall’incedere quasi ipnotico e abbastanza diverso da tutto quello ascoltato nel disco, pezzo in cui si può apprezzare comunque la ricerca di melodie vocali non scontate, caratteristica questa riscontrabile in tutto il disco che ci presenta una band decisamente interessante anche in prospettiva futura.

 

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