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SAINTED SINNERS Back With a Vengeance

E’ passato giusto un anno dall’esordio discografico dei Sainted Sinners, formazione guidata dal cantante David Reece ( Bangalore Choir, Accept, Bonfire ) e dal chitarrista Frank Pané ( Bonfire ) ed eccoci a parlare del nuovo lavoro “Back With a Vengeance”. Come anche il primo questo nuovo lavoro esce per la El Puerto Records, piccola etichetta tedesca che sta supportando in maniera egregia Reece e compagni.

Rispetto al primo lavoro si è passati da un quintetto ad un quartetto, infatti il tastierista Ferdy Doemberg non fa più parte dei Sainted Sinners, lasciando le parti di tastiera presenti nel disco all’ospite Eric Ragno, già visto al fianco di artisti come Jimi Jamison, Alice Cooper e Graham Bonnet, giusto per fare qualche nome. Questo ha portato la band a irrobustire il proprio suono, dando ampio spazio al talento di Pané, chitarrista che dopo anni di presenza nei Purpendicular, sta mettendosi in grande evidenza anche nei Bonfire. Questo però non ha cambiato di fatto quello che è l’amore del quartetto per le sonorità più classiche dell’hard rock, come dimostra la lunga “Rise Like a Phoenix” che ha il compito di aprire il disco e che rimanda ai Rainbow più epici. “Burnin The Candle” ha un piglio decisamente più “americano”, terreno ideale per l’ugola di Reece, che dimostra di essere in grande forma, anche quando le atmosfere diventano roventi e “vanhaleniane” ( passatemi il termine ) nella title track, in cui emerge anche il talento puro di Pané. “Tell Me I Was Wrong” è un altro grande pezzo di hard rock dalle tinte a stelle e strisce, che conferma la crescita notevole che la band ha avuto in questo annetto tra il primo e il secondo lavoro. “Nothin Left To Lose” rimanda proprio al disco d’esordio con un mood molto seventies e quasi dark, notevole il break centrale in cui Pané è libero di dare sfogo al suo amore per i grandi guitar hero alla Steve Vai / Joe Satriani. “When The Hammer Falls” è devota al verbo Deep Purple/Rainbow, mentre “Pretty Little Lies” è un hard/blues che ci trasporta direttamente indietro nel tempo grazie anche all’ottimo lavoro dell’ospite Eric Ragno. La chiusura è affidata a “Gone But Not Forgotten”, altro brano che ha le proprie radici ben piantate nel classic rock di derivazione britannica. Se amate le band sopra citate questo è un disco da non farsi scappare per nessuna ragione, che coniuga le due anime dei nostri, sempre in bilico tra classic rock e cromature yankee, per un risultato finale che testimonia, come già detto prima, una crescita notevole dei Sainted Sinners. E poi David Reece è uno dei migliori interpreti sulla piazza, una voce calda, appassionata e allo stesso tempo potente, la sua è una seconda giovinezza artistica clamorosa.

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